Djuna Barnes: il Gotico dei sentimenti – La passione, Barnes

Scritto da sfranz alle 06:58 del 15 Luglio 2008

Copertina @AdelphiElegante, anticonformista, ribelle, contraddittoria, con un carattere al contempo spigoloso e raffinato, Djuna Barnes (1892-1982) fu una di quelle figure di intellettuale di cui ci si può fare un’idea dalla vita sregolata che condusse e dai luoghi che frequentò o in cui visse: il Greewich Village a New York e Parigi nei favolosi anni Venti, quella Parigi laddove – a detta della Stein – stava “il ventesimo secolo”.

Là, la Barnes lavorò come giornalista e conobbe, intervistò tutti quegli artisti, specialmente espatriati americani come lei (qualche nome? Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Ezra Pound) che in quel magico periodo avevano scelto questa capitale europea come luogo d’elezione per vivere, abitare e produrre.

Memorabile – per lei – fu il suo incontro/intervista (per la rivista Vanity Fair) con Joyce che proprio lì nel ‘22 (il 2 febbraio, il giorno del suo compleanno), grazie all’interessamento di Sylvia Beach – proprietaria della libreria Shakespeare & Company – aveva visto pubblicato il suo voluminoso Ulysses, che la Barnes considerò come “definitivo” (“I shall never write another line…. Who has the nerve to after that?”; “Non scriverò più una riga… Chi se la sente di farlo dopo questo). In questo ambiente, così stimolante e fertile, era arrivata nel ‘21 non priva già di una certa notorietà come poetessa, illustratrice, prosatrice e, anche, drammaturga.

I nove racconti proposti in La passione (titolo originale Spillway del 1962), più che fatti concreti hanno come tema i sottili, reconditi, rarefatti e spesso inspiegabili moti del cuore e delle emozioni di persone, in genere, tutt’altro che “normali”, prese cioè dalla consuetudine dei luoghi e dei giorni.

Personaggi che agiscono (poco) ma che vivono (o han vissuto) situazioni inusitate, sovente, per quel tempo (e, dopo tutto, anche per il nostro), fuori da ogni regola per non dire del tutto scabrose: isolamento, disperazione di rapporti lesbici nei quali compaiono talvolta anche figure maschili che però svolgono ruoli marginali e, se, come figure, tali non sono, sono uomini in balìa di donne le cui perversioni o nevrosi li rendono i loro balocchi personali.

Fino alla morte, come nel magistrale Una notte tra i cavalli apparso nei primi anni Venti nella rivista The Little Review. Il più delle volte, le figure femminili di questi racconti sono donne che hanno “deliberatamente eliminato il rimorso dal proibito”. E ciò nonostante, i temi, date le situazioni; non sono mai trattati in maniera volgare.

E questo lo si deve soprattutto allo stile; una scrittura di un’eleganza rara, a tratti un po’ decadente, ma che mai scade nel ritmo che è di natura poetica, raggiungendo in alcuni passi un lirismo evocativo che incanta. Questa sua prosa poetica fu notata e segnalata da T.S.Eliot nella sua introduzione al libro che diede la fama alla Barnes, Nightwood del ‘36.

Sbaglieremo, ma ciò che rende la Barnes degna di considerazione letteraria è la sua capacità originale di descrivere e introdurre il lettore in atmosfere di passioni, sentimenti ed emozioni che definiremmo gotiche dati il mistero, l’ambiguità e la trasgressione che caratterizzano quelle passioni, quei sentimenti, quelle emozioni. Djuna Barnes è senza dubbio un’autrice da riscoprire.

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l'autore di questo articolo è sfranz. Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio. (Scrivi all'autore).

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