Dizionario sentimentale per anaffettivi, Colla

Scritto da: il 18.05.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Dizionario sentimentale per anaffettivi – Laura CollaMentre siamo ancora alla fiera del libro ho ben pensato, invece di leggere il libro che avevo portato come compagno di viaggio e di attesa, di scroccare a Memy il suo nuovo, coloratissimo acquisto, il Dizionario sentimentale per anaffettivi di Laura Colla. E dato che è un libretto piccino piccino, appena un paio di sedicesimi, ho fatto presto a leggerlo.

Sono racconti, brevi e brevissimi, che evocano in alcuni casi, anche se in modo lontano, le speculazioni intellettuali e le atmosfere dei racconti di Borges, coi loro nuclei narrativi appena abbozzati e il gusto per l’onirico, l’assurdo, il rovesciamento della realtà.

I protagonisti sono i più spiazzanti e diversi tra loro, possibili, immaginari, ma sempre impossibili; eppure riescono a rendersi plausibili, a fare da pretesto per raccontare forme di distacco emotivo e fisico, dissociazioni, come preannuncia il titolo. È trasversale questa lettura sentimentale, appartiene infatti a bambini, adulti, animali, creature di ogni tipo.

Nella mia personale classifica i migliori racconti sono quelli che riguardano gli umani, da Monoliti, che in pochi tratti descrive l’amaro risveglio di una moglie, a Mostrursi, iperbole di un problema piuttosto diffuso e riflessione su nome e identità. Degli altri invece qualcuno somiglia un po’ più a un esercizio di stile, con rivelazione finale, che pur se svolto bene risulta prevedibile; molto bello tra questi ultimi @, un racconto totalmente surreale.

La lingua usata da Laura Colla è quotidiana ma ricca di spunti frizzanti, capace di evocare senza dover descrivere, lo stile brioso scevro dai tanto diffusi eccessi di modernizzazione e trovate ad effetto. L’edizione è molto curata sia esteticamente sia in termini di editing, correzione e impaginazione, e i miei complimenti vanno all’editore, Coniglio, che non conoscevo e che, da ora in poi, terrò sempre d’occhio.

Un libro davvero piacevole, ricco di spunti che spero vengano approfonditi dalla giovane e promettente autrice.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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