Dai un bacio a chi vuoi tu, Marchetta

Scritto da: il 10.06.09
Articolo scritto da . Marzia, vent'anni, studentessa di Letterature europee moderne. Ha acquisito il senso dell'orientamento contemporaneamente a quello critico grazie all'Università La Sapienza. Londinese in una presunta vita precedente. Lettrice, scribacchina e blogger. Se credesse nel Paradiso, lo vorrebbe come quello dei sogni di Virginia Wolf.

Dai un bacio a chi vuoi tu – Giusi MarchettaLunga vita a Terre di Mezzo!
Non solo mi piacciono i loro titoli e le loro iniziative, ma hanno anche permesso a Giusi Marchetta di esordire. Grazie ai sette racconti che compongono il suo libro, Dai un bacio a chi vuoi tu, l’autrice ha conquistato il Premio Calvino 2007.

I personaggi di Giusi un po’ combattono, un po’ si affidano al caso ma tutti, e dico tutti, sono al limite. Guardano giù e pensano che sotto non ci vogliono stare, che sono stanchi di essere quelli su cui viene puntato il dito alla fine della filastrocca. Dai un bacio a chi vuoi tu racconta storie che in cuor tuo vorresti far finire bene ma non puoi. Non puoi decidere tu per l’autrice, e ancor meno per il mondo.

Giusi Marchetta sa di cosa parla, è un’attenta osservatrice del mondo che ha intorno. Lo ripropone con dolcezza, per invogliarci ad andare avanti, ma non ci nasconde la violenza che si consuma negli animi dei suoi personaggi, né tantomeno quella che gira loro intorno. Spesso arriva addosso.

Con maturità quasi inaspettata, visto che è un libro d’esordio, Marchetta lascia a casa i fronzoli stilistici e si concentra su temi difficili, da denunciare. Una scrittura asciutta, una punta di cinismo, tanta e acuta ironia. Non c’è modo di sfuggire alle sue parole. Così come i personaggi non hanno modo di sfuggire alla loro condizione, ma non si arrendono. Si sforzano, si arrabbiano, si aggrappano a quel che possono ma non per questo hanno scampo. A certe cose non c’è scampo.

C’è chi taglia i capelli per scappare a un padre violento, chi odia i pedofili per sentirsi meno simile a loro, chi cerca di mettere da parte tutta la sua educazione orientale per farsi un po’ di spazio in questo nuovo mondo. Ma c’è abbastanza spazio per scappare, o anche solo per muoversi? Non è un libro che dà delle risposte, d’altronde non è un libro che fa domande facili.

Però Giusi si spiega, da brava professoressa, dimostrando che ogni sua storia meritava di prendere forma. Non c’è trascuratezza, nessuna fretta, solo un prodotto confezionato a pennello.

  • http://amilanononfafreddo.blogspot.com M

    Ho conosciuto giusi qualche mese fa, ma, mea culpa, non ho ancora comprato Dai un bacio a chi vuoi tu.
    L’unico suo racconto che ho letto apparteneva ad un’altra raccolta ed era cinico e acuto come hai detto tu, molto bello.
    Dovrò rimediare al ritardo!

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    Ho conosciuto giusi qualche mese fa, ma, mea culpa, non ho ancora comprato Dai un bacio a chi vuoi tu.
    L’unico suo racconto che ho letto apparteneva ad un’altra raccolta ed era cinico e acuto come hai detto tu, molto bello.
    Dovrò rimediare al ritardo!

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