Corto è bello – I corti, a cura di Lanza

Scritto da: il 17.07.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @XII onlineSiamo abituati a corti cinematografici, a trailer e booktrailer; un po’ meno a racconti di questo genere: i racconti possono essere brevi ma non corti. Il corto ha una struttura precisa ed una durata stringente, ed è così anche in questo caso: sono racconti da 200, 600, 1800 caratteri.

Si può esprimere un intero racconto in così poco spazio? Direi che questa antologia, I corti – racconti piccoli, piccolissimi, minuscoli e cattivi, lo afferma chiaramente, con i suoi esilaranti e “cattivi” racconti. Gli autori non si sono certo tirati indietro e sono riusciti, a volte, a condensare un intero motore narrativo in una frase, creando dei gioiellini.

Sbalorditiva, infatti la serie intitolata “racconto di *** più breve del mondo”, dove *** è il genere, che spazia dalla fantascienza al gotico. Nell’arco misuratissimo dei 200 caratteri rendono infatti una intera storia, operando ellissi perfette per mantenere il senso immutato. Per me che sono amante della sintesi e della scarnificazione del testo è un vero miracolo.

Tra i miei preferiti Doppelgangerwelt, che crea abilmente un cosmo, Scimmie ispirate, il cui titolo si commenta da sé, tutti i racconti più brevi del mondo, Demografica. Ognuno a suo modo cinico e piacevole.

Una interessante lettura sono le Shortgrafie, alla fine del libretto, che sembrano scritte da un maori (non gli aborigeni bensì i miei soci), stessa scrittura scanzonata e assurda. Credo meritino a buon diritto di essere considerate a loro volta racconti, per essere corretti.

Dato che anche il libro in sé è corto (14x10x0,5cm) ho preso l’abitudine di tenerlo in borsa: quando la melensaggine di alcune letture minaccia di soffocarmi, lo estraggo, apro a caso e rientro subito in me.

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