Conversazione con un branzino, Neri

Scritto da: il 12.11.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

conversazione con un branzino, gaetano neri, marcos y marcosHo ripescato un libro non troppo vecchio dalla libreria, uno di quelli col prezzo in lire, che non avevo ancora letto, comprato per la curiosità della copertina e del titolo, Conversazione con un branzino.

Per tutta la prima parte assistiamo ad una successione di scene che sembrano tratte dal teatro dell’assurdo: equivoci sulla casa, disturbi psicosomatici, deliri; il protagonista è estraniato sia rispetto al lettore sia rispetto al suo mondo, che percepisce come ostile.

Sono eventi, azioni e riflessioni come su un immaginario palco su cui il personaggio, solo, proietta i suoi pensieri tanto da renderli reali e tangibili; solitudine che sembra una condizione autoimposta, o forse autoinflitta.

Quello che lungo le pagine si delinea è il ritratto di una personalità paranoide, disadattata, ipocondriaca, un uomo la cui mente alterna una buona comprensione della realtà che lo circonda a uno sfasamento, una distorsione degli stessi elementi che poco prima aveva saputo cogliere.

In questo procedere nella malattia troverà anche una compagna di ventura, una donna con i suoi disturbi, un’anima affine a cui non potrà mai essere effettivamente vicino; ognuno dei due, infatti, ha da colmare il proprio abisso per riuscire a toccare l’altro.

Così si arriva ad una conclusione che non è una conclusione, come se tutto il libro fosse solo un pretesto per affrescare il delirio, i percorsi tortuosi della mente.

La scrittura è fatta di termini comprensibili, ma lo stile rende comunque ardua la lettura: cambi repentini di scena, mancanza di connessioni tra i nuclei narrativi, assenza di rapporti di causalità provocano spesso una sensazione di disorientamento.

Una lettura difficoltosa, adatta a chi abbia particolarmente a cuore il tema.

Commenti non consentiti

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple