Come un bacio può cambiarti la vita: Quella sera dorata, Cameron

Scritto da: il 02.12.10
Articolo scritto da . Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio.

Quella sera dorataQuella sera dorata (The City of Your Final Destination, 2002) è quello che si dice il capolavoro di Peter Cameron dei cui altri pregevoli e raffinati scritti si è già parlato. Nel 2009 James Ivory ne ha tratto un film che, mi pare, sua stato da poco doppiato in Italiano.

Il pretesto è il tentativo da parte di Omar Razaghi di ottenere dagli eredi dello scrittore uruguaiano suicida Jules Gund – autore dell’unico romanzo La gondola – l’autorizzazione a scriverne la biografia. Ne va della sua borsa di studio e del suo Dottorato di Ricerca; la vicenda è tutt’altra! Quel che accade di imprevedibile e di inaspettato che porta a riflettere sul fatto se ciò che ci capita sia frutto della nostra volontà oppure di un destino a noi ignoto. Leggendo il romanzo si può propendere per la prima ipotesi o pervenire, alla fine, a un fifty-fifty di probabilità.

Ciò che costantemente colpisce è l’estrema finezza dei dialoghi di cui tutto il romanzo è costituito al 90%; sciolti, più veri del vero, che fan pensare ai famosi dialoghi di Hemingway ma questi di Cameron son più filmici o teatrali: mi piacerebbe vedere Cameron cimentarsi in un testo teatrale. Perché essi fan risaltare l’aspetto pragmatico della lingua, quando questa “fa accadere” le cose, nemmeno le narra. Diretta conseguenza di quest’uso del dialogo è la più completa assenza dell’autore.

E se il pretesto , come dicevo più sopra, è il tentativo del protagonista di ottenere il permesso per scrivere la biografia di Gund, la vicenda è invece semplice. Un amore, quanto mai imprevisto, nato da un bacio scambiato quasi casualmente – e non si sa bene come possa esser successo – tra Razaghi e una degli eredi dello scrittore: la giovane amante di questi, per la precisione, la quale coabita – benché nella grande casa ci si possa non incontrare di frequente – con la vedova; in una sorta di torre poco distante vive l’anziano fratello di Gund col suo giovane compagno Pete. E questo amore farà davvero e inaspettatamente cambiare i piani della sua esistenza e quelli della sua fidanzata Deidre.

Siamo lontani dal tipico ambiente “americano” che caratterizza i racconti di Cameron e il suo romanzo Questo dolore un giorno ti sarà utile che ha come sfondo New York. Anche qui c’è New York ma compare soltanto nei capitoli finali. La maggior parte della storia si svolge a Ochos Rios Uruguay. E quest’ambientazione così lontana dai consueti luoghi statunitensi cui ci aveva abituato l’autore, ci porta ad uno straniamento, ad un’inconsueta percezione della realtà e degli eventi, in fondo, banali, che in essa han luogo.

L’atmosfera quasi “esotica” del posto induce a pensare che quegli aventi non avrebbero potuto accadere se non lì e allora. Prova ne sia il ritorno alla “normalità” newyorchese delle ultime pagine, dove tutti i tasselli – leggi: le vite dei personaggi – pervengono a un nuovo equilibrio a una nuova finale stabilità. Anche il lento fatale cambiamento è analizzato con fine semplicità, con i colori delicati che han fatto e fanno apprezzare questo scrittore che ha scritto altri romanzi ancora non tradotti come The Weekend, Andorra e Leap Year.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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