Collana microlit – 18:30 edizioni

Scritto da: il 06.11.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

30, minimalAvevamo salutato qualche tempo fa la nascita della casa editrice 18:30 di Palermo, con la sua Collana Tags. Ebbene, a pochi mesi dall’esordio i ragazzi di Palermo sono in piena attività di espansione, ed hanno lanciato una nuova collana, Microlit.

Sono in effetti libretti piccini, edizioni più che tascabili, da leggere agevolmente in qualsiasi pausa o interstizio di tempo. La grafica è cambiata, l’edizione è più curata all’interno e la linea editoriale è ben definita, grazie anche al direttore della collana Luca Moretti.

Come infatti si intuisce dagli otto titoli che ho qui, il denominatore comune è il minimal, accompagnato di volta in volta da pathetic, fiction, violence, noir, hotel, things, cuisine e sex. Fedele al proprio titolo, ogni libro contiene racconti minimi, appena due o tre pagine, seguendo un preciso canone e con abbondanti dosi di sarcasmo e lucidità.

Pathetic, il primo che ho letto, gioca tutto impietosamente sugli stereotipi adolescenziali e sull’editoria moderna, che si è orientata ai fenomeni di consumo ed al commercio, tralasciando il ruolo primario di operatore culturale.

Fra gli altri, tutti godibilissimi, ne segnalo due in particolare: hotel e cuisine. Hotel è chiaramente diviso in stanze, ogni racconto è il passe-partout per una scena, come sbirciata dalla serratura, rivelando aspetti in genere taciuti, un accesso all’alter-ego dei personaggi; cuisine invece ha un approccio cinico all’attuale trend della cucina come moda.

Molto belle le copertine, che rimandano al vissuto comune dei trentenni, ai famosissimi mattoncini Lego che, nel corso degli anni, hanno saputo creare ogni sorta di edificio. Unico difetto per me che non ho la vista perfetta è il corpo carattere esile, che però si addice sia al formato sia allo stile della collana.

Insomma, divertimento a portata di tasca, in tutti i sensi possibili.

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