Christine, King

Scritto da: il 03.11.09
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

Christine – Stephen KingLa versione italiana di questo libro, edita da Sperling Paperback, presenta un’aggiunta all’originale: sui nostri scaffali è apparso, infatti, il titolo Christine – La macchina infernale, forse nel tentativo di rendere un riferimento horror immediato al pubblico di Stephen King. Vi chiederete perché io non abbia seguito l’idea della pubblicazione nostrana ed il motivo è che trovo questa precisazione del tutto inutile.

Christine, la vera protagonista della storia, è di fatto un’automobile; per essere precisi è una Plymouth Fury del 1958 che, esattamente vent’anni dopo la sua creazione, finisce nelle mani di Arnie Cunningham. Arnie ha diciassette anni ed un solo buon amico, Dennis Guilder, che nella prima e nell’ultima parte del racconto svolge anche la funzione di narratore.
Che cosa vede Dennis di tanto preoccupante da sentire il bisogno di raccontare una storia?

E come può una macchina usata essere il fulcro di una vicenda che i traduttori italiani hanno pensato bene di accostare al termine “infernale”? Ebbene Dennis comincia dicendo che parlerà di una storia d’amore. C’è il colpo di fulmine, quando Arnie mette per la prima volta gli occhi su Christine e comincia a desiderarla con un impeto sconosciuto; quando riesce ad ottenerla e la famiglia si oppone, combatte per lei ed arriva a cambiare il suo carattere mite e accondiscendente.

Anche Christine cambia: da vecchio rottame si trasforma, grazie alle attenzioni del ragazzo, in uno sfolgorante gioiellino. Fin qui tutto sarebbe idilliaco se i cambiamenti di cui ho parlato non fossero così radicali da far apparire Arnie come se fosse posseduto da un’entità aliena e vendicativa. Quando poi nella vita del giovanotto entra la bella Leigh, Christine diventa gelosa. Mortalmente gelosa.

Dennis capisce che qualcosa non va, ma un brutto incidente sportivo gli impedisce di intervenire. La seconda parte del libro ci viene raccontata da un narratore onnisciente che, con dovizia di particolari, ci mette al corrente di come tutti coloro che possono in qualche modo interferire nel rapporto tra il ragazzo e la sua macchina vengano uccisi da un vero e proprio demone a quattro ruote.

Avvincente, a tratti commovente, Christine è davvero una storia d’amore. Amore malato, senza dubbio, ma talmente intenso da superare la morte. Arnie, in qualche modo, ci ricorda Carrie per il suo essere emarginato e mite ed anche per la furia con cui la sua vendetta si abbatte su coloro che lo ostacolano.
I personaggi secondari sono descritti con grande precisione, come è tipico di King. Conosciamo il loro passato, le loro esperienze, i motivi per cui agiscono. Nulla è casuale e tutto viene calato in una realtà tangibile, che aumenta la sensazione secondo cui nessuno è al sicuro.

Anche in questo libro, infatti, l’orrore è magistralmente mescolato alla quotidianità dei sobborghi americani, miscela per cui King è diventato famoso nel mondo. Il linguaggio fantasioso, lo slang e le descrizioni molto vivide contribuiscono a creare un horror che è al tempo stesso uno spaccato sociale. C’è qualche pennellata di splatter (quanto basta!) specie nelle descrizioni di Roland LeBay, il misterioso primo proprietario di Christine, e molta suspence che tiene incollato il lettore proprio fino all’ultima pagina.

Insomma, Christine è un libro da consigliare a chi non si impressiona facilmente ed ha voglia di qualche brivido di quelli che solo “il Re” sa regalare.

  • tomtraubert

    Bello. Uno dei primi King che ho letto e sono passati davvero un bel po’ di anni, ahimè! Anche il film di Carpenter, lo rivedrei, ma il libro, per tutti i motivi che tu hai elencato, è meglio. Un King d’annata, verace e tutto sommato forse uno dei più horror.

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