Chissà se sono svegli, Lloyd e Reese

Scritto da: il 06.10.09
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

Chissà se sono svegliContinuano in questo secondo volume le mirabolanti avventure di Amy e Jack, la coppia che abbiamo conosciuto con Chissà se stai dormendo di cui trovate la recensione su queste pagine. In Chissà se sono svegli, però, la prosecuzione della storia è affidata non alle voci dei diretti interessati, bensì ad un quartetto d’eccezione: quello formato dai loro migliori amici.

Josie Lloyd ed Emlyn Reese strizzano l’occhio a coloro che conoscono bene il primo libro , inserendo il punto di vista di Helen e Matt – personaggi di rilievo fin dall’inizio – ma lasciano anche spazio al nuovo con l’introduzione di Stringer e Susie. Tutti e quattro si trovano a fronteggiare una delle prove più impegnative, pur per un gruppo affiatato: l’organizzazione del matrimonio dei due piccioncini, e nello stesso tempo devono barcamenarsi con le proprie sfide quotidiane.

Anche in questo libro, i personaggi – trentenni londinesi allo sbando – sono descritti con grande puntualità nei pregi come nei difetti: Matt, avvocato, ha l’ossessione del controllo sulla sua vita e su quella altrui, perciò si trova spiazzato dall’”abbandono” del coinquilino Jack e, soprattutto, dall’indifferenza di Helen, per cui ha una cotta.

Quest’ultima è troppo presa dalle grane del suo lavoro e, dopo l’ultima delusione amorosa, ha chiuso completamente con gli uomini; questo la porta a litigare spesso e volentieri con Susie, che vende cappelli al mercato, ed è conosciuta per essere una vera fanatica del sesso, caratteristica da cui vorrebbe affrancarsi, ma che le tornerà molto utile col bellissimo e timidissimo Stringer anche se non nel modo a cui pensate voi…

In mezzo a tutto questo marasma Amy e Jack appaiono di tanto in tanto, quasi come incarnazione dei sogni e di una felicità che sembra a portata di mano, ma non è evidentemente così semplice da afferrare.

Il linguaggio è semplice e diretto, alcuni scambi di battute sono spassosi anche se devo ammettere che il tono generale è meno frizzante rispetto al primo episodio; forse questo è dovuto al fatto che si lascia meno spazio alla favola dei due innamorati per calare i quattro amici in una realtà meno perfetta, ma forse più affine al vero.

In generale anche Chissà se sono svegli (edizioni TEA) è un libro leggero, godibile da un pubblico che ha voglia di ritrovare l’atmosfera di una Londra che conosciamo attraverso i film di Hugh Grant: moderna, spiritosa e vivace.

Consigliato in special modo alle ragazze, per l’argomento a cui tutto gira attorno (l’amore), ma penso che anche i ragazzi possano trovarvi interesse grazie all’umorismo sempre presente.

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    credo che finirò per regalarlo a Natale a una cara amica che ha apprezzato molto il primo..

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    credo che finirò per regalarlo a Natale a una cara amica che ha apprezzato molto il primo..

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