Chi ha ucciso Sarah?, Longo

Scritto da: il 21.10.09
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

chi ha ucciso sarahChi ha ucciso Sarah? di Andrej Longo da una frettolosa lettura della quarta di copertina sembra il classico giallo ambientato a Napoli. Sembra. Perché se è vero che è un giallo ed è vero pure che si svolge nella capitale partenopea, di sicuro non è classico. Nel nuovo libro di Longo infatti l’evento delittuoso avviene “nella parte sbagliata della città”: è in un elegante palazzo di Posillipo che il giovane poliziotto protagonista della storia rinviene in una torrida giornata di agosto il corpo di Sarah, sua coetanea.

Così la storia tocca solo marginalmente la Napoli della Camorra e dei quartieri allo sfascio della sua periferia per concentrarsi sui rioni borghesi della città, quelli che ospitano le case signorili e i negozi prestigiosi. È in queste vie infatti, deserte e quasi spettrali nella calura ferragostana, che qualcuno sembra aver sovvertito l’ordine naturale delle cose: abbandonata presto la pista dell’ex ragazzo di Sarah, un giovane spacciatore della Sanità, le indagini si concentrano proprio sul palazzo dove abitava la famiglia della ragazza, insieme a tante altre persone tutte perbene.

È così il titolo del romanzo non è altro che l’interrogativo martellante nella mente del giovane poliziotto: chi ha ucciso Sarah se non è stato il pregiudicato detto il Pianista, l’ex fidanzato la cui colpevolezza sembrava scontata e in fondo anche comoda?

Sarah aveva solo vent’anni e una vita come tante. I suoi genitori, il suo nuovo ragazzo erano tutte brave persone. Quale mistero si nasconde dietro la sua morte? L’apparente mancanza di spiegazione del delitto diventa l’ossessione del giovane poliziotto, che per la prima volta nella sua carriera appena iniziata si trova di fronte alla morte. Non riesce a smettere di cercare la verità, sia al seguito del suo capace Commissario che da solo, in un’indagine che non conosce sosta.

E la conclusione della vicenda, se vogliamo sorprendente quanto avvilente, stupirà sia lui che il lettore, lasciando dell’amaro in bocca a tutti. Andrej Longo forse si vendica a modo suo di tanta letteratura che spacca Napoli in due, come il celebre rione: da una parte i buoni e dall’altra i cattivi.

Rimescola le carte consegnandoci una storia del meridione molto diversa da quelle che siamo abituati a sentire, che piacerà a chi è alla ricerca continua di letteratura nostrana di livello.

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