Cabal, Barker

Scritto da: il 06.05.10
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cabalVi ho già raccontato che i miei gusti letterari variano con i periodi dell’anno? Chissà perché, nei pressi del mio compleanno, ho dovuto rileggere una vecchia raccolta di racconti scritta da Clive Barker. Per chi non ha mai sentito nominare Barker sappia che, tra le altre cose, è lo sceneggiatore della serie cinematografica Hellraiser. E questo già vi fa capire che tipo di scrittore è.

La storia che dà il nome alla raccolta ha come protagonista Boone, un uomo devastato che si crede responsabile di tremendi delitti.  Parte alla volta della mitica città di Midian dove i mostri possono trovare pace e redenzione. Non sospetta che il vero assassino lo sta inseguendo.Per salvare se stesso, la sua ragazza, gli abitanti di Midian e un dio caduto, Boone dovrà diventare l’eroe delle tenebre: Cabal.

I temi di Cabal e degli altri racconti sono essenzialmente tre. La morte vista contemporaneamente come orribile dissoluzione e come porta per una nuova esistenza. Un’esistenza sempre preferibile al vuoto esistenziale provato dalla protagonista di La vita della morte.

Lo scambio di ruoli tra vittima e carnefice, tra mostro e normale, tra oppresso e oppressore. Da questo punto di vista mi è piaciuto molto Il sangue dei predatori, dove tre avventurieri senza scrupoli sono maledetti da un indios dell’amazzonia. Un po’ meno Torri all’imbrunire, storia assurda di spie e licantropi.

Ultimo tema è la lotta contro il male. Una lotta condotta non dai buoni (come ci si aspetterebbe) ma solo da disperati che paventano un destino peggiore. Nel racconto finale, dal titolo L’ultima illusione, un detective un po’ sfigato affronta i demoni per salvare l’anima di un mago che, ottenuti i poteri tramite un patto col diavolo, si finge un illusionista.

Spesso Clive Barker è paragonato a Stephen King, ma non ne capisco il motivo: il suo stile è molto differente da quello del re del brivido. Barker predilige un orrore cinematografico, basato su sanguinosi squartamenti, situazioni violente ed immagini sgradevoli. Nelle sue storie trovano posto lugubri meditazioni sull’orrore della realtà e sul fascino dell’oscurità e dell’orrido. Inoltre ama le contaminazioni di generi e le situazioni originali, anche se un (bel) po’ al limite.

In definitiva Cabal non presenta un horror né raffinato né classico, ma violento, sconcertante e pieno di originalità e capovolgimenti.

Consigliato a chi si chiede perché festeggiare… il fatto di essere ancora vivo!

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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