Assassinio al comitato centrale, Montalbán

Scritto da: il 28.05.09
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Assassinio al comitato centrale – 	Manuel Vázquez Montalbán Sono tornato, dopo molto tempo, ma con piacere, a leggere una storia di Pepe Carvalho. Assassinio al comitato centrale rimaneva paziente a decantare sugli scaffali della libreria ormai da un po’, ma essendo uno degli ultimissimi episodi della serie che mi mancano ancora da leggere, lo lasciavo ad aspettare ingannando il tempo con altri libri, altre storie, sapendo che al momento buono Manolo non mi avrebbe deluso nemmeno stavolta. E che non mi avrebbe deluso Pepe, che mi avrebbe portato ancora una volta in un altro disilluso viaggio spagnolo fra i sapori e gli odori delle pietanze mangiate dal detective e le storie di varia umanità immerse come sempre nella Storia del paese iberico e del mondo.

E di Storia e di politica ce n’è più del solito in questo romanzo del 1980, fin dal titolo. La vicenda prende le mosse infatti dall’omicidio del Segretario generale del Partito Comunista spagnolo, delitto che avviene a una riunione del Comitato centrale per l’appunto, quindi in una stanza chiusa piena solo di insospettabili. Uno schema da giallo classico dunque, che però come sempre nelle storie di Montalbán , tanto classico non è; e l’indagine di Pepe Carvalho, ex comunista, ex agente della CIA, in trasferta in una Madrid che dimostra di non amare particolarmente, si snoda fra agenti segreti, funzionari di partito, poliziotti ex franchisti, dark lady insospettabili.

Montalbán  si dimostra come sempre perfettamente in grado di mescolare abilmente l’indagine poliziesca all’indagine sociologica, dando vita ad un noir intrigante, anche se forse qualche pagina (non troppe) potrebbe risultare un po’ indigesta a chi abbia a noia discussioni politiche e meccaniche interne di un partito comunista del tempo che fu, in tempi di piena guerra fredda e di un muro di Berlino che sembrava lungi dall’essere abbattuto. Tuttavia le riflessioni che vengono fatte proprio in quelle pagine (ribadisco, non troppe) sono invero assai interessanti e aiutano chi lo volesse a comprendere meglio un periodo storico travagliato e cruciale.

E non gli sfugge di mano nemmeno la scrittura, sempre abile sia quando si tratta di descrivere la preparazione di una cena sia quando si tratta di mettere in scena seduzione e sesso, con la stessa passione per la carnalità e la materia che vive il nostro detective gourmet Pepe Carvalho.

Inutile dire che anche questo è consigliato, anche se non è magari il romanzo da suggerire al neofita della serie. Si potrebbe lubrificarne la lettura, anche delle pagine più impegnative, con un buon bicchiere di Soave.

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