Anonimo italiano – Giancaspro, Elogio della lettera anonima

Scritto da: il 04.05.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina di PirontiNon so bene come interpretare la scelta di questo titolo. Certo è che poco o nulla ha a che fare il suo contenuto con l’Elogio della lettera anonima, benché Anonimo sia il protagonista, di nome e di fatto.

Anonima è anche l’ambientazione, rispecchiando la realtà dei mille piccoli borghi italiani, anonime le vite che scorrono come rappresentazione di caratteri comuni. Anonimo non ha il senso, però, di un’assenza di personalità, bensì della rappresentatività, dell’universale, racchiuso in poco più di un pamphlet.

La scrittura, quella no: scorre fluida e leggera, ma saporita, mai esasperata, nonostante il tema si presti. Anzi, è eccezionale la sua levità rispetto alla trama per nulla facile.

31 pagine che si leggono facilmente durante la colazione, al costo di una colazione.

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