Alice nel paese della Vaporità, Dimitri

Scritto da: il 11.05.10
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

Alice nel paese della VaporitàPremessa: grazie anche all’intercessione dell’autore ho avuto la possibilità di leggere il libro in anteprima. Questo non significa che sarò parziale per un senso di… gratitudine. Non esiste. Sappiate fin d’ora che la seguente sequela di complimenti – che fino ad oggi ho riservato solo a Neil Gaiman – è un mio personale, inevitabile impulso. Meno male che non mi pagano, se no qualcuno potrebbe accusarmi. È che io con questo scrittore mi entusiasmo, che ci posso fare?

Fin dai tempi dell’uscita di PAN sapevo che Francesco Dimitri era al lavoro su un’ altra “rilettura”: quella riguardante Alice’s adventures in Wonderland. Lui continuava a dire sul suo blog che la “sua” Alice sarebbe stata tutt’altro, che non si poteva parlare di rilettura vera e propria… ma io, ottusa come un blocco di ghisa, continuavo a immaginare questo libro come una revisione del capolavoro di Lewis Carroll.

Ho dovuto aspettare di sfogliarlo per capire – finalmente! – che stavo sbagliando di grosso. In comune col grande classico inglese, Alice nel Paese della Vaporità ha il nome della protagonista, il fatto che vi appaiano una Regina ed un Coniglio Bianco, una creatura simile al Brucaliffo, nonché un certo Chesy che richiama “the Chesire Cat” (Lo Stregatto) e… uhm, mi pare nient’altro. Inoltre questi personaggi hanno ben poco a che fare con quelli da cui l’autore ha preso spunto.

Il Paese della Vaporità, o Steamland, non è davvero un posto raccomandabile. Si trova in una Inghilterra alternativa al di fuori della città di Londra, una capitale “steampunk”: si tratta infatti di un’ambientazione in equilibrio tra l’Ottocento e il futuro, in cui macchine sofisticate funzionano grazie all’ausilio del vapore. Queste stesse macchine producono scorie e da questi scarti è composto il fumo di cui pare fatta la Vaporità, cioè una sostanza gassosa all’interno della quale non esistono le percezioni spaziali così come le concepiamo, i nostri sensi non servono a niente.

Se respirata, la Vaporità è fonte di terribili allucinazioni. Coloro che abitano nella Steamland sono soggetti a mostruose mutazioni, tanto che sopravviverci senza impazzire sembra un’impresa che i “Londinesi” hanno lasciato perdere da lungo tempo. Alice Liddell, che fa l’antropologa e si annoia decide invece di compiervi una ricerca.

Tutto parte da qui. Noi seguiamo la storia di Alice attraverso Ben, un ragazzo della “nostra” Londra afflitto dal “Complesso di Alice nel Paese delle Meraviglie”, uno stato allucinatorio, cioè, che cambia la percezione della grandezza degli oggetti nonché del corpo del malato stesso. Il romanzo gli arriva a frammenti, attraverso misteriose e-mail prive di mittente. Man mano, Ben è sempre più partecipe delle avventure di Alice, fino a viverle sulla sua stessa pelle.

Con la protagonista, immersi nella Vaporità, troviamo di tutto: guerra, ricerca dell’inconoscibile, rivalsa, violenza (molta violenza!) ed uno strano viaggio che ci porta a conoscere i tre Aspetti, gli stessi che ci sono diventati familiari in PAN, ma che qui tornano come materia nuova: la Carne, l’Incanto, il Sogno.

Come vedete, mi trattengo dal raccontarvi la trama per filo e per segno: è troppo densa, e complicata. E poi ho paura di togliervi il gusto della scoperta. Sicuramente non si tratta di una storia a livello unico: c’è naturalmente l’aspetto avventuroso, ma ad esso se ne intrecciano diversi altri, quello metafisico, per esempio, su cui temo di dover ancora un po’ riflettere.

I personaggi riescono ad accattivarsi la simpatia (o l’antipatia) immediata del lettore, soprattutto perché sono inaspettati; persino coloro che appaiono già nel classico di Carroll hanno la loro originale personalità, a partire da Alice che non è una bimba sprovveduta, ma una ventinovenne che diventa guerriera, studiosa, in un certo senso madre. Stupenda e terribile la caratterizzazione del Bianconiglio, a cui si contrappongono un manipolo di ribelli tra cui il monaco combattente Miyamoto e il barbaro Clint. Entrambi risultano importantissimi per la formazione di Alice come entità esistente nella Vaporità, prima ancora che come donna.

Non è finita: lo Steamland nasconde mostri, vampiri, creature volanti di dubbia natura, ma anche boschi di infinita bellezza che nessuno riesce a trovare. Che cosa poi sia veramente questa terra è lasciato all’immaginazione del lettore, tanto che nel sito internet dedicato al libro l’ambientazione è segnata sotto Creative Commons (quindi può essere riprodotta ovunque, purché senza scopo di lucro).

Il linguaggio è brillante, preciso. Le descrizioni coinvolgono tutti e cinque i sensi, perché nella Vaporità essi si confondono: non deve essere stato facile per Dimitri definire i suoni come odori e le forme come esperienze tattili, eppure ci è riuscito. Di più: ci è riuscito con credibilità. Quindi, le ottime impressioni nate con La ragazza dei miei sogni e poi continuate in PAN trovano in questo nuovo romanzo la conferma che speravo: Francesco non mi fa rimpiangere né King né Gaiman. Quasi troppo bravo per essere italiano. E infatti vive a Londra.

PS: Alice nel paese della Vaporità, edito da Salani, sarà disponibile dal 13 maggio. Se non fosse chiaro, ve lo consiglio caldamente.

  • Ignax

    Il libro mi è arrivato ieri direttamente da Torino grazie alla collaborazione di moglie e di una amica.
    Grazie, non vedo l’ora di cominciare a leggerlo

  • Ignax

    Il libro mi è arrivato ieri direttamente da Torino grazie alla collaborazione di moglie e di una amica.
    Grazie, non vedo l’ora di cominciare a leggerlo

  • http://vogliosoloscrivere.wordpress.com Elfo

    Sono certa che ti piacerà, benchè sia un po’ diverso dai precedenti romanzi.:)

  • http://vogliosoloscrivere.wordpress.com Elfo

    Sono certa che ti piacerà, benchè sia un po’ diverso dai precedenti romanzi.:)

  • Pingback: problem is, as the internet has evolved,

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple