Al crepuscolo, King

Scritto da: il 10.12.08
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Al crepuscolo, Stephen KingNella sua prefazione a Scheletri, qualche anno fa, Stephen King paragonava la differenza fra il racconto e il romanzo a quella fra un bacio fuggevole da uno sconosciuto e una lunga relazione matrimoniale. Naturalmente c’è del vero e naturalmente era ben più di qualche anno fa, certamente più di quanto mi piaccia ammettere… lessi Scheletri fresco di stampa, a 18 anni e lascio a chi vuole fare il conto ma insomma, ne è passata di acqua sotto i ponti. Scheletri era la seconda raccolta di racconti di King e da allora il “Re” ha pubblicato innumerevoli romanzi ma solo due raccolte di racconti brevi prima di questo Al crepuscolo.

La stragrande maggioranza dei kinghiani osservanti ama certamente di più il romanzo, il romanzo lungo per la precisione, e state certi che se va oltre le mille pagine si stappa una bottiglia di quello buono per festeggiare.

Ora la buona notizia per il kinghiano osservante (o Fedele Lettore, che dir si voglia) è che il prossimo lavoro di King, “Under the dome”, sarà esattamente questo, un romanzone fiume sulla scia di It o L’ombra dello scorpione in libreria fra un annetto.

Nel frattempo quindi questa nuova raccolta di racconti brevi, di baci nel buio, di fugaci amori è ciò che passa il convento, come si suol dire. È altrettanto vero che è un bell’accontentarsi, perché se è vero che il King più audace e ambizioso degli ultimi anni lo troviamo in Storia di Lisey o Duma Key, questa raccolta ci riconsegna d’altro canto un autore più scanzonato, più divertito, in qualche modo più vicino al giovane scrittore che pubblicava su riviste maschili a fine anni ’70.

Ma naturalmente con lo stile più maturo e raffinato di oggi, attento al linguaggio ma comunque in qualche maniera sgravato dal misurarsi con un genere meno impegnativo. A volte i racconti di Al crepuscolo sono infatti palesi divertissement ma altri sono meditazioni assai riuscite e disturbanti su specifici aspetti della psiche umana.

E così se “Willa” risulta toccante, “N.” è inquietante e oscuro, “Le cose che hanno lasciato indietro” risulta quasi geniale per come riesce a parlare senza retorica di una tragedia moderna, “Alle strette” è invece avvincente e divertito. Molti sono sogni, afferma King, alcuni, puntualizzo io, sono incubi… quasi tutti regalano un brivido. Proprio come i baci nel buio.

Da leggere la sera, con un morbido Lagrein.

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