Actarus. La vera storia di un pilota di robot, Morici

Scritto da: il 20.09.10
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

ActarusMolti tra i più giovani potrebbero non cogliere immediatamente chi sia Actarus, un personaggio entrato nei miti collettivi di una certa generazione – la mia, appunto – attraverso il tubo catodico durante l’infanzia. Per tutti loro wikipedia può essere d’aiuto, e magari il nome Goldrake non è completamente sconosciuto. Basta la sigla per riaprire una scatola del tempo che ci riporta dritti dritti agli anni ’80.

Morici prende in prestito questo nostro mito comune per raccontarci una storia, la sua e la nostra, con ironia e disincanto in questo Actarus – La vera storia di un pilota di robot. Che altro non è che il racconto della quotidianità di quello che, visto in tv, era un eroe straordinario.

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La vita di Actarus è quella classica del supereroe da cartone animato o da fumetto: infanzia difficile, ultimo della sua razza, “speciale” per definizione, a servizio dell’umanità. Ma cosa succede negli interstizi tra una puntata e l’altra? Qual è la vita quotidiana e quali i pensieri che lo attraversano? In questo romanzo abbiamo modo di scoprire l’una e gli altri, attraversando le giornate in cui Duke Fleed non sta combattendo.

Ed è tutto stordimento, programmi televisivi, birra e abbrutimento, che servono a non pensare, a non farsi quelle domande che impedirebbero di svolgere il proprio “eroico” compito: esiste davvero un nemico? L’altro, il popolo di Vega, è davvero il cattivo o è solo un pretesto per guerre di conquista e per la prevaricazione tipica dei terrestri? Man mano che Actarus comincia a porsi queste domande la sua vita si complica, con l’entrata in gioco anche di altri personaggi che non siano Venusia e Alcor, suoi “colleghi” all’Istituto.

La consapevolezza che acquista lo porta a percepire la colonna sonora, quella che sottolinea i passaggi più intensi delle puntate: le tirate filosofiche, i momenti di tensione; l’effetto comico e straniante è garantito. E poi entra in campo Roberta, una pacifista naif e anoressica che lo conduce alla riflessione sul senso della propria esistenza e dei cliché da cui è dominata.

Con questo stratagemma, usando personaggi irreali e talvolta surreali, l’autore ci parla della nostra realtà, del “pensiero dominante” che ci viene continuamente imposto attraverso tutti i mezzi possibili, alla difficoltà di staccarsi dal proprio ruolo e pensare al significato più profondo che implica, all’impossibilità di riomologarsi una volta che si è fatto questo salto. E alla ridicolaggine dei costumi di una certa epoca televisiva, tutti alette, tutine aderentissime e colori sgargianti.

Caotico in principio e poi sempre più diretto e scorrevole questo libro è sicuramente consigliato a tutti i miei coetanei, quelli che ancora al semplice attacco della sigla ritrovano nella mente le parole della canzoncina e si lasciano trascinare da un mondo di ricordi.

  • etnagigante

    Actarus mi mise addosso una piacevole tristezza ;-)

  • Elfo

    Il primo con i capelli lunghi. Un figo di carta intramontabile! :D

  • Andreacornali

    cosa fà actarus quando non và contro i mostri lanciati da Vega? s’interroga sulla sua esistenza. se veramente c’è una minaccia aliena, o se vega non si sia trasformato in un bin laden spaziale atto a giustificare le solite “crociate contro i nemici della libertà”, se goldrake, il suo robot, non è l’arma inconsapevole di un abbruttimento generale dell’io. dimenticatevi il cartone originale: fleed è un grande cocomero che non viene mai raggiunto, il Dr.Procton un manager tutto di testa, Venusia una ragazzetta tutto shopping e pettegolezzi, alcor l’unico in grado di risollevare l’animo al nostro. e poi c’è roberta, che convince actarus a togliersi di dosso i suoi tradizionali panni…per chi si è sempre chiesto quale sia stata la fine dei propri eroi

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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