Zagor contro il vampiro, Nolitta-Ferri

Scritto da: il 01.04.10
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

zagor contro il vampiroSul finire degli anni 60 Sergio Bonelli muoveva i primi passi come sceneggiatore di fumetti e per non finire nel cono d’ombra dell’ingombrante genitore, il celebre Gianluigi, autore dello stravenduto Tex, si firmava sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta. È infatti con quel nom de plume che diede vita alle sue creature a fumetti più celebri, l’antieroe Mister No, che però arrivò più tardi, solo negli anni 70, ma soprattutto Zagor che, contrariamente all’altro grande personaggio bonelliano, prosegue tuttora la sua storia editoriale in edicola.

La serie è ovviamente una delle più longeve ormai del panorama nostrano ma anche una delle più originali come dimostra questo volume degli Oscar Mondadori, Zagor contro il vampiro, che ripropone due delle migliori storie del periodo d’oro, entrambe disegnate dall’altro autore storico della testata, il disegnatore ligure Gallieno Ferri.

La peculiarità di Zagor stava infatti, e sta tuttora, nel mixare in un’ambientazione western non troppo rigorosa, tutti (ma proprio tutti) gli elementi dell’avventura classica, con un’assoluta libertà di contaminazione da elementi fantasy ed horror, se non addirittura fantascientifici.

Anche il protagonista poi è un mix di ispirazioni e caratteri. Zagor, conosciuto anche come Lo spirito con la scure, è un bianco che si batte spesso al fianco dei pellerossa, un “giustiziere” idealista (ma simpatico, non temete) sempre pronto a schierarsi dalla parte del bene senza guardare al colore della pelle; si muove sfruttando meglio di Tarzan le liane della foresta di Darkwood (immaginaria ambientazione delle sue avventure) assai più volentieri che con più rare cavalcate in stile classico; e alla pistola, che maneggia pure egregiamente, preferisce una scure indiana con cui affrontare tanto comuni banditi quanto scienziati pazzi, uomini lupo, sacerdoti druidi, alieni e orde di non-morti.

Il tutto, dimenticavo, abitando in una capanna nel mezzo di una palude… Una palude nel New England. Una follia insomma, ma una contaminazione assai interessante, che incarnava perfettamente lo spirito d’avventura più libero del fumetto e della letteratura popolari, ma anche dei B-movies degli anni 50 e 60.

E in questo volume, come dicevamo, sono raccolte due storie, entrambe appartenenti al filone horror della saga: quella che dà il titolo al libro, Zagor contro il Vampiro, è esattamente ciò che promette di essere: una rivisitazione appassionata delle storie di vampiri più classiche, con un Conte transilvano direttamente ispirato ai film con Cristopher Lee e atmosfere gotiche estremamente efficaci e coinvolgenti, appena stemperate dalle occasionali gag della spalla comica di Zagor, il messicano Cico.

Non meno ispirata è la seconda avventura, forse meno famosa, ma ancora più cupa e drammatica: Dharma la strega è la storia di una maledizione indiana (ehm, indiana dell’India stavolta!) ai danni di un lord inglese condannato a trasformarsi in un uomo tigre, in un’intensa variante sul tema della licantropia. Indimenticabile. Davvero.

Sia Nolitta/Bonelli che Ferri sono qui al meglio delle loro capacità e della loro ispirazione, e se è vero che da più di qualche anno ormai ho perso di vista la serie, quelle storie, lette e rilette davvero decine di volte, non hanno perso un briciolo del loro fascino.
Per chi se le è perse all’epoca, il volumotto è consigliatissimo, con un vino giovane e leggero, un agile Marzemino.

  • Sfranz

    Anche a me piace Zagor anche se la mia passione per i fumetti bonelliani e il fumetto in genere va a periodi. Per parecchi anni ho letto Martin Mistère anche se poi le sue storie non mi son più piaciute tanto. La tua recensione è convincente soprattutto alla fine coll’accenno al marzemino. Me lo gusterò (Zagor & marzemino)!

  • Sfranz

    Anche a me piace Zagor anche se la mia passione per i fumetti bonelliani e il fumetto in genere va a periodi. Per parecchi anni ho letto Martin Mistère anche se poi le sue storie non mi son più piaciute tanto. La tua recensione è convincente soprattutto alla fine coll’accenno al marzemino. Me lo gusterò (Zagor & marzemino)!

  • tomtraubert

    Su questa serie poi, quando Bonelli ha mollato il timone, hanno scritto anche Tiziano Sclavi (Dylan Dog) e Alfredo Castelli (Martin Mystére). Sclavi in particolare ha scritto alcune storie molto belle. P.S. la copertina qui sopra è ovviamente quella dell’albo originale e non del volume Oscar, anche se l’illustrazione di Ferri è la medesima.

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ sfranz

    @ tomtraubert:
    Certo, anche il Dylan Dog di Sclavi e il Mistère di Castelli sono validissimi; se son firmati da altri, però, le storie sono non di rado un po’ noiose. Il libro che hai recensito, l’ho visto alla Feltrinelli. Ma poi ho visto anche quello che mi aspettavo: quello di Carlo Lucarelli col suo ispettore Coliandro – personaggio indovinatissimo -… e ho preso quello!

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ sfranz

    @ tomtraubert:
    Certo, anche il Dylan Dog di Sclavi e il Mistère di Castelli sono validissimi; se son firmati da altri, però, le storie sono non di rado un po’ noiose. Il libro che hai recensito, l’ho visto alla Feltrinelli. Ma poi ho visto anche quello che mi aspettavo: quello di Carlo Lucarelli col suo ispettore Coliandro – personaggio indovinatissimo -… e ho preso quello!

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