Simon’s cat, Tofield

Scritto da: il 12.04.10
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

simon's catCome saprete, qui la famiglia pelosa s’è allargata, aggiungendo un gatto ai due cani di casa. E da quando è arrivato Algernon, il principe indiscusso, ho ricominciato dopo anni a fare considerazioni sui gatti che sono più o meno comuni a tutti quelli che vivono con loro. Così ho cominciato anche una serie di letture sull’argomento, tra cui il semiserio Simon’s cat, di Simon Tofield.

Molti di voi lo conosceranno già attraverso il suo famosissimo canale Youtube, in cui si trovano molti video esilaranti sulla coabitazione dell’umano Simon e del suo gatto, e sulle avventure di quest’ultimo con la neve, gli uccellini intorno alla casa e persino il cane. Nel libro l’andazzo è più o meno lo stesso, con la sola differenza che Tofield riesce a cogliere in un fermo immagine le caratteristiche salienti.

Quelli immortalati nelle vignette del libro sono gli atteggiamenti che chiunque abbia un gatto conosce più che bene: un insieme di alterigia e goffagine, bonaria prepotenza, fame atavica e quel pizzico di follia dispettosa che siamo abituati a vedere quotidianamente. Sfogliando le pagine non si può fare a meno di pensare “è il mio Fuffi” (o comunque lo abbiate chiamato).

A chi di voi gattolici praticanti non è mai capitato di portare a casa un giocattolo, magari complesso e pieno di possibili attività, per vederselo snobbato in favore della semplice scatola di cartone che lo conteneva? O di trovare il Nerone di turno placidamente sdraiato sui vestiti stesi ad asciugare, “miracolosamente” caduti dallo stendino? Ecco, questo è il genere di cose che vi faranno sorridere mentre sfoglierete questo libro. E sorriderete tanto, raffrontando il vostro gatto a quello raffigurato da Simon, modellato a immagine dei sui suoi tre discoli.

Il tratto è molto semplice ed efficace, e Tofield dimostra la capacità di sintesi del raccontare un’intera storia in una sola pagina, con un fermo immagine che, per chi conosce il genere, è più eloquente di un intero discorso.

Consigliato a tutti quelli che hanno avuto, hanno o vorrebbero avere il piacere di fare da staff a un gatto (perché di questo si tratta, sappiatelo!).

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    Io di gatti ne ho due!! Devo AVERE questo libro!

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