Shigurui, Nanjo e Yamaguchi

Scritto da: il 30.07.09
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Shigurui01Cosa spinge gli uomini alle grandi imprese? Qual è la naturale reazione degli uomini davanti ad ostacoli insormontabili? Secondo Norio Nanjo (1908-2004), scrittore ed esperto di storia medievale, è la crudeltà, se non addirittura la pazzia. Questa sua idea è alla base del suo romanzo Suruga joo gozenjiai (La gara di arti marziali tenutasi al castello di Sunpu alla presenza del Feudatario), da cui successivamente è stato tratto Shigurui (folle) un bellissimo manga disegnato da Takayuki Yamaguchi e pubblicato in Italia dalla Planet Manga.

La storia inizia con un  assurdo torneo di scherma con vere Katane organizzato da un feudatario sanguinario. Il primo duello è tra un guerriero monco ed uno cieco che sembrano uniti da un profondo rancore: Gennosuke Fujiki e Seigen Iraco. Viene racconta la storia dei due giovani samurai: una storia di violenza, sopraffazione, fanatismo, ambizione e vendette concatenate.

La trama di Shigurui, fedele al libro, si dipana attraverso brevi episodi che si susseguono avanti ed indietro nel tempo tinteggiando, davanti agli occhi del lettore, un quadro cinico dei personaggi e del loro mondo. Il mondo dei samurai è ben lungi da quello stereotipato da altre opere storiche. È un mondo in cui la pietà non esiste, i sentimenti devono restare nascosti, la vita è spesa nella cieca obbedienza al proprio signore ingiusto e sadico. L’onore è solo una maschera che nasconde fanatismo ed  ambizione portati sino alla follia.

Il disegno di Yamaguchi, curato e particolareggiato, è anch’esso insolito: i personaggi sono spesso ritratti senza vestiti (ed a volte anche senza pelle) per mettere in evidenza la contorsione dei muscoli e le pose drammatiche. I dialoghi sono scarsi lasciando il campo agli splendidi disegni ed alle didascalie. I duelli sono molto spettacolari sia per la ricostruzione delle tecniche di spada che per l’effetto splatter: sangue, teste mozzate, mascelle strappate, budella…

Shigurui è un manga eccessivo sia nella violenza fisica che in quella psicologica tanto da essere consigliato ad pubblico maturo. I suoi punti di forza sono la fedele ricostruzione storica e l’impatto visivo granguignolesco.

Consigliato a gente dallo stomaco forte!

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