Sharaz-de, Toppi

Scritto da tomtraubert alle 05:55 del 21 Maggio 2009

Sharaz-de – Sergio ToppiAndando in edicola in questi giorni vi sarà capitato di vedere sugli scaffali, fra un manga e l’altro, un volume a fumetti dallo stile inconsueto, almeno per i canoni estetici del fumetto di oggi s’intende. Bianchi e neri raffinatissimi, tavole a colori dalla composizione impeccabile, segni intarsiati a tratteggiare volti esotici, figure ieratiche, paesaggi favolosi, demoni e animali di sogno.

Sto parlando ovviamente di Sergio Toppi e del suo Sharaz-de, autentica pietra miliare del fumetto d’autore italiano ed europeo, volume che potete fra l’altro, ve lo dico subito, trovare anche in edizioni migliori di quella in questione, magari in una buona libreria o fumetteria, e certo lo meriterebbe, anzi lo merita, ma come sempre mi sembra che l’importante sia che certi gioielli non vadano dimenticati e possano essere riscoperti anche da un fruitore più occasionale, che potrebbe trovare infiniti motivi di fascinazione nell’opera di un maestro come Toppi.

Toppi che in questo Sharaz-de, come il titolo può suggerire, ripercorre la storia delle Mille e una notte, riscrivendola da par suo e illustrandola con tavole sospese fra l’esotico e l’esoterico, composte sempre di pochissimi quadri, e sempre in grado di meravigliare il lettore con una composizione virtuosistica e mai banale.

Spesso vi capiterà (a me capita) di soffermarvi a seguire con lo sguardo le evoluzioni del pennino di Toppi più che a leggere la storia vera e propria, certo è che il segno preciso e ricco dell’autore milanese si addice ottimamente a raccontare una favola così densa di mistero e di fascinazioni mediorientali. E la stessa ricchezza di dettaglio, questo continuo perdersi dello sguardo, se ostacola una lettura “agile” del racconto, probabilmente favorisce una sorta di sospensione temporale che ci cala ancor di più nel regno del magico.

Esotico dicevo, ma anche esoterico, il segno di Toppi. Denso di misteri dietro gli sguardi obliqui della protagonista, dietro la solennità di re e guerrieri, dietro i sogghigni degli esseri satanici. È anche certamente un segno figlio della sua epoca, quella a cavallo fra la fine degli anni ’70 e i primi ’80, stagione straordinaria per il fumetto italiano, che vantava dei protagonisti irripetibili e di cui lo stesso Toppi (classe 1932) è uno degli ultimi rappresentanti.

Da leggere, da contemplare, più che mai da avere… e sicuramente adatto a un rosso importante, come un Montesco invecchiato bene.

Post correlati

l'autore di questo articolo è tomtraubert. Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova. (Scrivi all'autore).

Piaciuto l'articolo?

Cerca altri articoli sullo stesso argomento.
Se ti interessa questo post faresti bene a dare un'occhiata anche qui: Libri d'arte e fumetti, e ti consiglio pure: , , , , , , . Oppure volevi leggere gli altri articoli di tomtraubert?
Abbonati al feed per restare aggiornato.
Iscrivendoti al feed rss non occorrerà visitare il sito: sarà il sito a venirti a visitare!
Grazie per la compagnia. Grazie per il sostegno.
Questo sito ti offre un servizio gratuito. I costi e gli autori vengono pagati attraverso la pubblicità. Un grazie a tutti coloro che aiutano a mantenere in vita questo servizio gratuito semplicemente cliccando sui link pubblicitari.

Lascia un Commento

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

« Back to text comment