Ransie la strega, Koi Ikeno

Scritto da: il 10.03.10
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Ransie la stregaUscito in Italia per la Starcomics, Ransie la strega (Batticuore Notturno) della scrittrice Koi Ikeno è il tipico manga Shoujo, rivolto cioè a un pubblico femminile di solito adolescenziale. Ormai questa storia, composta da trenta numeri, risale a oltre vent’anni fa, anche se nel 2000 è uscito un volumetto a parte, dal titolo Nei paraggi di una stella che, narrando le vicende dei figli di alcuni dei protagonisti principali, è stato inteso dall’autrice come la vera conclusione.

Chi è stata bambina negli anni novanta ricorda forse l’anime tratto dal fumetto, una storia romantica dallo sfondo fantastico e dai tanti risvolti umoristici.

Ranze Eto (diventata Ransie nel doppiaggio italiano del cartone animato e sulle copertine dei fumetti) è una bella ragazzina di quindici anni: figlia di un vampiro e di una lupa mannara, appartiene al mondo magico anche se i suoi genitori hanno deciso di vivere sulla Terra. Anche Ranze ha dei poteri: mordendo qualcuno con i suoi canini appuntiti ne può assumere le sembianze finché, starnutendo, non rompe l’incantesimo.

Contravvenendo a tutte le regole del suo mondo, che proibiscono l’unione tra esseri magici e umani, Ranze si innamora di un compagno di classe, Shun Makabe, un giovane un po’ scontroso che sogna un futuro come boxeur.

Il suo amore per il bel ragazzo la caccerà nei guai, ma non tanto quanto la missione che il Re del loro mondo affida ai genitori della ragazza: scovare e uccidere il suo figlio segreto, il principe che vive sulla terra sotto spoglie umane…

Molto più complesso dell’anime (che di fatto si ferma ai primi volumetti della saga) il manga racconta molteplici vicende fantastiche che si intersecano tra di loro, dove il protagonista indiscusso rimane però – perché di shoujo si tratta – il legame tra Shun e Ranze, non così scontato come può sembrare perché passerà attraverso la maturità fisica ed emotiva di entrambi i protagonisti oltre che tra mille ostacoli, magici e non, che si frapporranno tra di loro. Il tutto condito da una sana dose di umorismo, con momenti divertenti che spezzano i momenti di maggiore tensione o romanticismo e rendono la lettura frizzante e mai smielata.

La vicenda di Shun e Ranze si chiude nella prima metà della saga: dal volume 17 in poi l’attenzione della manga-ka si sposta su Rinze, il fratellino di Ranze diventato ormai adolescente e a sua volta, come già la sorella prima di lui, costretto a fare i conti con il profondo legame che lo unisce al mondo umano.

Devo dire che ho ripreso in mano con molto piacere questo manga dopo anni e anzi, non mi ricordavo un’opera di livello così alto e dalla storia così intricata e così piena di personaggi (all’epoca mi fu prestato ma sospetto di non aver avuto in mano che una parte dell’intera saga). Visto che il primo volume è datato 1982 e il trentuno è uscito nel 2000, si nota una diversità del tratto tra i primi disegni e gli ultimi, anche se la cosa alla fine fine è piacevole: è come se anch’esso fosse maturato insieme ai protagonisti.

Anche il volumetto conclusivo è stato sicuramente un regalo gradito di Koi Ikeno ai suoi fan, forse ai suoi tempi chissà, anche inaspettato perché uscito quasi cinque anni dopo il numero trenta: l’ideatrice lo chiude con una bel disegno commovente che illustra sé stessa che saluta tutti coloro i quali hanno seguito la sua storia per quasi vent’anni.

Lo consiglio alle adoratrici del mondo giapponese shoujo, qualsiasi età voi abbiate: del resto, sarà anche per ragazzine ma io di anni ne ho trentaquattro!

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  • http://vogliosoloscrivere.wordpress.com Elfo

    “Simpatica e cariiina è una bambolinaaaa…” chi non si ricorda la sigla dell’anime? Io mi spatasciavo dal ridere con l’amica bionda, la figlia del mafioso che veniva sempre trasformata in cane! :D

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    “Simpatica e cariiina è una bambolinaaaa…” chi non si ricorda la sigla dell’anime? Io mi spatasciavo dal ridere con l’amica bionda, la figlia del mafioso che veniva sempre trasformata in cane! :D

  • Only

    Pensa che invece nessuna delle mie amiche di qua se lo ricorda! Ci sono rimasta malissimo…era uno dei miei cartoni animati preferiti anche se mi ricordo che lo passava un canale televisivo che a volte facevo fatica a prendere. Odeon mi pare….:P

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    Pensa che invece nessuna delle mie amiche di qua se lo ricorda! Ci sono rimasta malissimo…era uno dei miei cartoni animati preferiti anche se mi ricordo che lo passava un canale televisivo che a volte facevo fatica a prendere. Odeon mi pare….:P

  • http://daphnedescends.wordpress.com marzia

    l’anime era fantastico, da bambina un must prima di andare a dormire. quando lo seguivo io era su super3 con sonia. e ricordo perfettamente che la streghetta una volta, poverina, s’è dovuta trasformare in una PALLA DA BASEBALL. ricordo solo i particolare più astrusi, la trama l’avevo praticamente rimossa. fossi una lettrice abitutata, mi getterei sul manga per come ne parli!

  • http://daphnedescends.wordpress.com marzia

    l’anime era fantastico, da bambina un must prima di andare a dormire. quando lo seguivo io era su super3 con sonia. e ricordo perfettamente che la streghetta una volta, poverina, s’è dovuta trasformare in una PALLA DA BASEBALL. ricordo solo i particolare più astrusi, la trama l’avevo praticamente rimossa. fossi una lettrice abitutata, mi getterei sul manga per come ne parli!

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