Pluto, Urasawa e Tezuka

Scritto da tomtraubert alle 05:55 del 9 Luglio 2009

pluto Pluto, Urasawa e TezukaPur essendo un appassionato di fumetti confesserò che non sono mai stato un grande lettore di manga. Pur essendo cresciuto con i primi robottoni di Go Nagai, Il Grande Mazinga, Goldrake… e tutto quello che in Italia è arrivato in seguito, il manga non mi ha mai conquistato. E però. E però ogni tanto leggi che rappresenta la felice eccezione alla regola. È il caso di Pluto, di cui ho letto il primo volume e di cui esce in questi giorni il secondo.

L’autore, Naoki Urasawa, fa con quest’opera un omaggio, sentito e riuscitissimo, al mitico Osamu Tezuka, altro autore storico del fumetto jappo, e nello specifico al suo celeberrimo Astro Boy, di cui rielabora una storia (Il più grande robot del mondo) e ne fa la vicenda narrata in questo bellissimo volume.
Sì perché ve lo dico subito, Pluto è molto bello, e potete leggerlo anche se non avete letto mai un manga in vita vostra… stando solo attenti che si legge da destra a sinistra – ovviamente!

Il mondo raccontato in Pluto è un mondo in cui robot intelligenti convivono con gli esseri umani in una società futuribile che ispira tematiche le quali richiamano da vicino tutta la letteratura e il cinema che hanno sviluppato l’argomento nel corso degli anni, da Asimov a Blade Runner.

In maniera peraltro molto intelligente. La vicenda ha per protagonista l’ispettore Gesicht, un robot chiamato a indagare sulla morte di due robot molto importanti, entrambi assassinati con le caratteristiche di un delitto rituale: sulle teste di entrambe le vittime vengono poste dall’assassino delle specie di lunghe corna.

Da qui prende le mosse il racconto, che sviluppa abilmente diverse sottotrame, fino a svelare che l’omicida ha designato ben sette vittime, i sette robot più potenti del mondo, fra i quali – sorpresa, sorpresa – lo stesso Gesicht.

Ottimamente narrato e disegnato, caratterizzato da un pathos tutto nipponico, Pluto è una lettura coinvolgente e non banale, che porta con sé tutte le domande che il genere porta in dote: qual è il confine fra l’uomo e la macchina? Può un robot provare emozioni? Alcune pagine toccanti di questo volumetto sembrano suggerirci di sì. Ancora meglio se letto in compagnia di un fresco Tocai friulano… Se si può ancora dire.

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l'autore di questo articolo è tomtraubert. Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova. (Scrivi all'autore).

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1 Commento to “Pluto, Urasawa e Tezuka”

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