Morte ai cavalli di Bladder Town, Lise e Talami

Scritto da: il 11.06.10
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Dopo il successo di Quasi quasi mi sbattezzo, un libro di cui si è parlato molto, il dinamico duo Lise & Talami torna con un nuovo volume, pubblicato questa volta per I quaderni di Ernest: Morte ai cavalli di Bladder Town. Ma laddove Quasi quasi mi sbattezzo era una cronaca a fumetti di un disagio morale e di un reale percorso di esistenza raccontato con intelligenza ed ironia, questa nuova storia è invece un tuffo nell’universo narrativo più immaginifico e delirante dei due fumettisti padovani.

Ambientato in un west surreale e grottesco, in un piccolo villaggio che sembra uscito dalla mente confusa di un Sergio Leone in acido, la Bladder Town del titolo appunto, il racconto parte come la più classica delle storie d’amore tormentate ma si sviluppa ben presto in un visionario mistery con l’arrivo del losco Edgar J. Tuna e la morte tanto improvvisa quanto spettacolare di tutti i cavalli della piccola cittadina.

Ma raccontare la trama di questa graphic novel alquanto sui generis sarebbe davvero ingeneroso e oltretutto si rivelerebbe un tentativo di improbabile riuscita. Vi basti sapere che incontrerete in questo delirio molto ben organizzato una galleria di personaggi assolutamente notevole: la bella Violett Scarlett e il suo stuolo di pretendenti, il di lei padre fonte inesauribile di esilaranti citazioni pseudo-bibliche, il Genio del Barattolo, Elzie e – ovviamente – tantissimi cavalli, anche liofilizzati.

Il risultato è una storia tanto sorprendente quanto poco lineare, la narrazione si prende molte libertà e si avvale del tratto semplice ma ricercatissimo di Alberto Talami per un effetto finale di grande impatto, anche visivo. E se non si capisce forse proprio tutto-tutto alla primissima lettura, questo non fa che aumentare l’effetto straniante e un po’ onirico del racconto.

Da segnalare la grande cura riposta nella presentazione, intesa come stampa e scelta dei materiali e dei colori, che per i cultori dell’oggetto-libro rappresenta sicuramente un valore aggiunto di notevole importanza, con buona pace di qualsiasi e-book.

La lettura è consigliatissima, magari con un ottimo Sauvignon adatto alla stagione, però il volume non lo trovate proprio in tutte le librerie: se siete di Padova e dintorni fate un salto in fumetteria, altrimenti vi raccomando una visita al blog degli autori.

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