Mister No: Il Dio vendicatore, Nolitta e Diso

Scritto da: il 06.08.09
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Il dio vendicatore – Nolitta e DisoNel giugno del 1975 usciva il primo numero di Mister No, fumetto edito da quell’Editoriale Cepim, oggi conosciuta come Sergio Bonelli Editore, celebre per avere prodotto e pubblicato serie storiche come Tex e Zagor. Scritto dallo stesso Sergio Bonelli, sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta, Mister No voleva però essere un prodotto a suo modo innovativo, sia nel panorama del fumetto seriale italiano in generale sia, in particolare, per gli standard della casa editrice.

Mister No, al secolo Jerry Drake, è infatti un avventuriero sui generis – perché pur sempre di fumetto d’avventura si parla – un avventuriero suo malgrado, un pilota americano che dopo aver combattuto per il suo Paese durante la Seconda Guerra Mondiale (anche in Italia fra l’altro) si ritira in cerca di pace a vivere nella Manaus degli anni ’50, in Brasile, in piena foresta amazzonica, lavorando come pilota turistico alla guida di un piccolo piper.

Un antieroe assai lontano dalla retorica dei protagonisti del comic classico, calato in pieno nell’ondata di rinnovamento degli anni ’70 insomma, un protagonista disilluso, disincantato e anticonformista di storie che gli capitano sulla testa suo malgrado. E per essere un tipo alla ricerca di tranquillità, un bicchiere di cachaca con gli amici e qualche bella donna, bisogna dire che gliene capitavano: indios tagliatori di teste, trafficanti d’armi, zombi e dark lady, e tutto un campionario di avversari e dis-avventure che però iniziavano a portare in campo tematiche ecologiste legate alla salvaguardia della foresta pluviale e a un profondo rispetto della cultura indigena. A testimonianza del sincero amore che l’autore nutriva, e nutre tuttora, per quelle terre.

La serie ha concluso le sue pubblicazioni da qualche anno ma a testimonianza della vitalità e del valore del personaggio continuano a essere ripubblicate in libri e ristampe periodiche, come nel caso di questo volume, edito dalla bolognese Comma 22, e intitolato Il Dio vendicatore. Viene qui infatti riproposta una storia classica, a firma Guido Nolitta e con i disegni di Roberto Diso. Diso che era il disegnatore principe della serie: se infatti il personaggio all’inizio era stato creato graficamente da Gallieno Ferri e Franco Donatelli, già al fianco di Nolitta/Bonelli sulle pagine dello storico Zagor, ben presto fu lo stile elegantissimo e dinamico di Roberto Diso a imporre il look definitivo del pilota e a far sì che l’ottimo illustratore diventasse il copertinista definitivo della serie.

Grande merito va quindi a case editrici come questa, che fanno conoscere anche ai più giovani una perla del nostro fumetto “popolare” che ha vantato fra i suoi autori anche nomi illustri, oltre a quelli già menzionati basta citare Tiziano Sclavi, il padre di Dylan Dog, lo scrittore veneziano Alberto Ongaro, o Ferdinando Tacconi fra i disegnatori.

Da riscoprire e (ri)assaporare ovviamente – a trovarla – con una cachaca originale.

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