Mi chiamo Alì. Cerco mio padre – Ti sto cercando, Marchese – Patanè

Scritto da: il 23.07.08
Articolo scritto da . Ventisette anni portati male. Editor, editore, rockstar (fallita), sceneggiatore di fumetti, professore d'Italiano e autore di racconti, ecco alcune delle mie tante vite. Attualmente suono con i Gammazita e dedico gran parte del tempo che ho a disposizione alle mie passioni: i libri, le chitarre e la mia ragazza (rigorosamente in quest’ordine). Gattofilo impenitente, sono fermamente convinto che all’estinzione del genere umano i felini domineranno la Terra.

Copertina @tunue.comTra un gossip e l’altro, una partita precampionato e l’approdo di un nuovo campione in serie A, non passa giorno che Tg e quotidiani, nazionali e locali, non diano notizia di nuovi sbarchi di immigrati clandestini, sbarchi che, non di rado, si tramutano in tragedia; ma non per questo il fenomeno sembra meritare gli approfondimenti che spettano ai nuovi amori dell’Arcuri o alla Amy Winehouse di turno.

In realtà il numero di clandestini che giunge in Italia via mare rappresenta solo una piccola parte del totale, ma a prestare fede ai media, specialmente ai media tradizionali, parrebbe che l’Italia, e la Sicilia in particolare, sia sotto assedio. Lampedusa, Porto Palo, Pantelleria e Porto Empedocle sono solo i primi nomi  che vengono alla mente e, nell’immaginario collettivo, appaiono spesso legati più ai fatti in questione che non alla bellezza dei luoghi.

Al di là delle statistiche sulla reale incidenza del fenomeno sbarchi all’interno della più ampia questione dell’immigrazione irregolare, non sarebbe certamente deprecabile l’attenzione che i media vi prestano se questa fosse rivolta non alla spettacolarizzazione dell’evento, ma all’aspetto umano, alle storie che vi sono dietro questi uomini; ed è proprio una di queste, immaginaria, ma verosimile, che viene narrata in Ti sto cercando, graphic novel frutto della collaborazione tra Giovanni Marchese e Luca Patanè.

Protagonista del fumetto è Alì Yassin, quattordicenne marocchino che giunge in Italia come clandestino alla ricerca del padre, Ahmed, del quale non ha notizie da tempo. Parallelamente alla narrazione principale si snoda la vicenda di un altro ragazzino, Costantino, che non vede mai il padre, “caporale” nelle piantagioni di pomodori ed abituale frequentatore delle patrie galere.

La prima frazione della storia ha per oggetto lo sfortunato sbarco di Alì e dei suoi compagni di viaggio a Lampedusa. Al riguardo la sensibilità degli autori, nello specifico dello sceneggiatore Giovanni Marchese, ha  fatto sì che il compito di raccontare quei momenti angosciosi fosse affidato alla forza delle  immagini, accompagnate da didascalie esplicative.
L’espediente permette ai due sodali di evitare la trappola del patetismo, sempre in agguato per vicende così drammatiche, e di  spiegare con una certa oggettività le procedure legate al soccorso dei clandestini e al successivo trasferimento nei Cpt. A rendere vincente questa tecnica narrativa sono le tavole di Luca Patanè, che proprio nelle prime pagine raggiunge un notevole livello espressivo, in grado di sopperire alla mancanza delle parole.

Per chi come me è fermamente convinto che la buona riuscita di un fumetto passi innanzitutto dal disegno, il lavoro di Patanè merita una speciale menzione di merito per la capacità di passare dai toni realistici delle tavole iniziali a quelli onirici del sogno di Alì, frutto anche della felice scelta di utilizzare il caffè in vece dei colori standard, che non solo gli permette di giocare maggiormente con lo spazio bianco del foglio, ma rendere in maniera molto efficace i paesaggi del sud, oppressi dalla calura estiva.

La seconda parte della storia vede il dipanarsi delle vicende legate al giovane marocchino, ma credo sia corretto lasciare al lettore il piacere di gustarsi la graphic novel senza ulteriori anticipazioni; ritengo però che sia comunque il caso di fare un ultima breve considerazione: a volte i fumetti sono impossibilitati, per ovvie ragioni, ad approfondire in maniera esauriente le psicologie dei protagonisti, e sono costretti a ricorrere a degli stereotipi. Non è il caso di Ti sto cercando, dove anche i personaggi secondari sono davvero ben delineati, a volte in poche battute; esempio ne è Ernesto, l’italiano che aiuta Alì ad abbandonare Lampedusa.

Piccola nota a margine: complimenti alla giovane casa editrice Tunué, che con il lavoro di Marchese e Patanè si conferma, ancora una volta, come una delle più piacevoli realtà editoriali dedicate al mondo del fumetto.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple