Tra il 1999 e il 2003, al ritmo massacrante di un’uscita ogni tre mesi, la Star Comics ha mandato nelle edicole e nelle fumetterie un manga di livello ottimo, che ha senz’altro contribuito a diffondere il fenomeno degli shoujo (manga per ragazze) nel nostro paese: MARS, di Fuyumi Souryu.
La storia a grandi linee potrebbe apparire trita e ritrita: la sedicenne Kira Aso è una delle ragazze più timide ed impacciate del liceo, ma è molto buona ed ha un grande talento nel disegnare. Questa sua dote attira l’attenzione di Rei Kashino, il più bello della scuola, che è considerato un delinquente dalla maggior parte degli insegnanti, anche per la sua folle passione per le moto da corsa.
Rei e Kira si innamorano e fin qui non ci sarebbe nulla di nuovo sotto il Sol Levante. Ciò che rende MARS un manga a mio parere unico è l’introspezione psicologica dei personaggi e soprattutto la lenta scoperta, da parte dei lettori, dei traumi che hanno segnato le vite di questi due giovani e li hanno condotti l’uno sulla strada dell’altra. Kira è talmente imbranata che la gente si sente quasi “spinta” a farle del male e questo stimola lo spirito di protezione di Rei, anche perché c’è un personaggio-ombra che risulta essere uno dei veri protagonisti: è il gemello del giovane, Sei, che si era suicidato pochi anni prima, dopo che entrambi avevano perso la madre.
La sensibilità della ragazzina e quella del fratello sono così simili che Rei pensa di potersi riscattare attraverso di lei e la strada per capire che non può essere così sarà lunga e dolorosa. I personaggi di contorno sono per contrasto ridotti ad ombre che vanno e vengono nelle vite dei protagonisti, ma ciò sembra fatto apposta per sottolineare come solo loro due riescano a conoscersi e comprendersi a pieno: non si tratta quindi di un difetto, ma di un ulteriore espediente per valorizzare la storia d’amore.
Gli argomenti trattati in quest’opera non sono affatto da “fumetto”: il suicidio, la malattia, le violenze sia fisiche che psicologiche, il trauma dell’abbandono, ma anche la gioia nel trovarsi e ritrovarsi, la cautela con cui si prova a guarire dalle forti delusioni e, soprattutto, la forza dell’amore che – se non cancella le difficoltà – riesce almeno ad alleviare la sofferenza e a donare speranza. Tutto questo è contenuto nei 15 volumetti della serie, disegnati con tratto pulito ed accurato dalla Souryu, che grazie ad essi è riuscita ad affermarsi come autrice.
Il linguaggio è semplice e diretto, sicuramente adeguato alla storia: spesso nelle riflessioni dei protagonisti ci sono pillole degne di far riflettere sulla realtà dei rapporti con il prossimo, il che, per un manga, è un pregio degno di nota.
In conclusione, devo ammettere che MARS è uno dei fumetti più densi di sentimento che mi sia mai capitato di leggere. Avevo intenzione di spiegarvi il titolo, ma ho cambiato idea: penso sia meglio che scopriate da soli il piccolo mistero che esso cela, soprattutto perché si tratta di una delle scene più intense ed emozionanti di un’opera che – come avrete capito – vi consiglio di non perdere.
Lascia un Commento