L’ultima battaglia, Faraci-Brereton

Scritto da: il 05.02.09
Articolo scritto da . Ventisette anni portati male. Editor, editore, rockstar (fallita), sceneggiatore di fumetti, professore d'Italiano e autore di racconti, ecco alcune delle mie tante vite. Attualmente suono con i Gammazita e dedico gran parte del tempo che ho a disposizione alle mie passioni: i libri, le chitarre e la mia ragazza (rigorosamente in quest’ordine). Gattofilo impenitente, sono fermamente convinto che all’estinzione del genere umano i felini domineranno la Terra.

L'ultima battaglia - Tito Faraci e Dan BreretonProtagonista del mio post settimanale è un bella graphic novel a sfondo storico, L’ultima battaglia, frutto della collaborazione tra lo sceneggiatore italiano Tito Faraci e il disegnatore americano Dan Brereton.

È il 52 a.C. e ci troviamo nella Gallia transalpina. L’esercito romano, guidato da Caio Giulio Cesare, sta assediando la città di Alesia, all’interno della quale Vercingetorige, a capo delle tribù galliche, si è rifugiato. Caio Rodio, un tempo generale romano e mentore di Cesare, viene convocato da quest’ultimo per compiere un’importante missione che lo costringerà a confrontarsi con il suo passato.

Nello stesso tempo, non molto distante da Alesia, i Galli si stanno coalizzando per attaccare l’accampamento romano e portare aiuto al loro comandante; a guidare questo nuovo esercito sarà Cammio, un gallo allevato come un figlio dal generale Rodio.

Al dramma personale del vecchio Rodio, inviato ad uccidere il suo amato allievo, fa da sfondo l’ambizione di Cesare, che già progetta di porre fine alla Repubblica romana e vede nell’anziano generale, fedele ai vecchi valori e amatissimo dalla truppe, un pericolo ancora maggiore di quello rappresentato da Cammio.

Graficamente spettacolare (non per niente Brereton ha messo le sue matite al servizio di personaggi del calibro di Batman, Superman, Lanterna Verde, Spider-man, Vampirella e addirittura i Simpson), L’ultima battaglia è un fumetto che si legge tutto d’un fiato; le pagine scorrono via rapidamente (forse anche troppo) e lo stile pittorico dei disegni sostiene bene la narrazione, invogliando gli amanti delle tavole dipinte, e il sottoscritto è uno di questi, a tornare a sfogliarle più volte anche dopo aver concluso la lettura della storia.

Come già anticipato ad inizio post, L’ultima battaglia è una graphic novel italo-americana, e se di Brereton abbiamo già parlato, è doveroso ricordare il notevole curriculum di Tito Faraci, che dal 1995 ad oggi ha firmato sceneggiature per riviste e personaggi molto diversi tra loro come: Topolino, PK, MM, Diabolik, Lupo Alberto (cartoni animati inclusi), Dylan Dog, Nick Raider, Tex e, udite udite l’Uomo Ragno, per il quale ha sceneggiato una storia ambientata in Italia e disegnata dal grande Giorgio Cavazzano.

Un’ultima interessante annotazione da fare riguarda l’editore del fumetto, nientepopodimeno che la Disney Italia, la quale con L’ultima battaglia ha dato il via, nel luglio 2005, al progetto BUENA VISTA LAB, collana dedicata a storie autoconclusive, realizzate da artisti italiani ed internazionali.

  • Giacomo

    Faraci lo conoscevo come autore di Topolino, Brereton invece è un grande, anzi grandissimo.
    Mi hai convinto però, lo cerco e lo compro, smebra interessante.

  • Giacomo

    Faraci lo conoscevo come autore di Topolino, Brereton invece è un grande, anzi grandissimo.
    Mi hai convinto però, lo cerco e lo compro, smebra interessante.

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