La Bottega dei Sogni Perduti, Salvi e Auriemma

Scritto da: il 29.12.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

La bottega dei sogni perduti, Manuela Salvi e Monica AuriemmaUna delle rivelazioni avute a Roma è la casa editrice Lavieri, di cui ricordo con molto piacere sia il direttore sia l’addetto stampa; ed è loro uno dei più bei libri che io abbia preso durante la Fiera, La Bottega dei Sogni Perduti, da considerare più un pezzo d’arte che un fumetto vero e proprio.

Sembra infatti realizzato con tecniche miste, tra cui credo di aver rintracciato anche il collage; il risultato, in ogni caso, è un volumetto di grande cura sia tecnica che stilistica, apprezzabile non solo dai bambini ma, anzi, soprattutto dagli adulti.

Il contenuto è infatti una favola moderna che, per i lettori analitici, segue proprio l’antico schema codificato da Propp; una favola narrata con poche, semplici e comprensibili parole e magnificamente illustrata a tutta pagina. Il racconto è perfettamente comprensibile anche solo “guardando le figure”, proprio come farebbe un bambino.

Ed è questo a costituire il maggior pregio, il soffermarsi a scoprire tutti i dettagli, le sorprese, i colori e gli effetti disseminati nella manciata di pagine del libro. I personaggi poi, si apprende in ultimo, sono ritagliati su figure reali, persone (e animali) esistenti che hanno il loro riconoscimento.

Quella del Signor B., il protagonista, è un’avventura atipica, connotata dall’unica ricerca ormai possibile, la ricerca di sé e della propria felicità. Niente tesori qui che non siano quelli interiori, niente obiettivi che non siano i propri sogni; anche l’antagonista è immateriale e interiore.

La scrittura semplificata è quella che è necessaria alla favola per essere compresa, apprezzata e ragionata. L’unica nota un po’ stonata in questo volume gioiello (solo per me che sono una pignola fatta e finita) è qualche piccolo errore nel verso degli accenti, che probabilmente verrà corretto alla prima ristampa.

Comunque questo non ha tolto nulla al piacere della lettura, che in questo caso è anche il puro piacere di osservare. Consigliato davvero a tutti, grandi, piccoli, lettori accaniti o meno.

  • Chiaralice

    Il titolo fa presagire un mondo fantastico e aprire il libro è davvero come essere trasportati in un mondo che può essere quello della fantasia di un bambino: sfondi dei disegni come fogli di giornali dipinti, capelli che si rivelano pezzi di lana, tende damascate che sembrano di vero damasco, aeroplanini di carta…
    Un libro è un bel libro – a mio modesto parere – quando ti fa venire voglia di rileggerlo perchè magari hai la sensazione che ti sia sfuggito qualcosa e vuoi cercare di capire cosa. E chissà quante cose devo ancora scoprire!
    Io mi sono esaltata già solo a vedere le illustrazioni, se ancora non si fosse capito.
    Raramente in un libro mi interesso così a qualcosa che non sia la trama e lo stile, ma qui anche la realizzazione delle immagini fa parte dello stile narrativo.
    Ho già detto che è una commistione di generi davvero interessante?
    E poi, quel cane che ti guarda da lì, in basso a sinistra appena apri il libro…
    Bello, bello, bello.

  • Chiaralice

    Il titolo fa presagire un mondo fantastico e aprire il libro è davvero come essere trasportati in un mondo che può essere quello della fantasia di un bambino: sfondi dei disegni come fogli di giornali dipinti, capelli che si rivelano pezzi di lana, tende damascate che sembrano di vero damasco, aeroplanini di carta…
    Un libro è un bel libro – a mio modesto parere – quando ti fa venire voglia di rileggerlo perchè magari hai la sensazione che ti sia sfuggito qualcosa e vuoi cercare di capire cosa. E chissà quante cose devo ancora scoprire!
    Io mi sono esaltata già solo a vedere le illustrazioni, se ancora non si fosse capito.
    Raramente in un libro mi interesso così a qualcosa che non sia la trama e lo stile, ma qui anche la realizzazione delle immagini fa parte dello stile narrativo.
    Ho già detto che è una commistione di generi davvero interessante?
    E poi, quel cane che ti guarda da lì, in basso a sinistra appena apri il libro…
    Bello, bello, bello.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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