Amo molto le arti grafiche in genere, specialmente quelle che utilizzano i nostri stessi sensi per ingannarci. Non posso quindi fare a meno di provare la più sincera ammirazione per Escher e la sua opera; impensabile per me non approfittare della ristampa di Grafica e disegni, proprio di quest’autore che tanto stimo.
Una cospicua parte di quello che è raccolto nel volume è sicuramente già noto a molti: le illusioni, i nastri, le metamorfosi. Ciò che rende il volume più prezioso è l’accompagnamento di introduzione e descrizioni scritte dallo stesso artista, che sintetizzano il percorso di genesi e l’estetica sottesi.
Le tavole di Escher sono create per smarrirsi, per riflettere sulla percezione, sugli enigmi, sulla trasformazione. Rappresentazioni di idee difficilmente veicolabili con la scrittura, ma che attraverso l’immagine vengono comunicate senza filtri. A volte però la complessità della sua opera costringe ad uno sguardo più indagatore e approfondito, per poter apprezzare l’intera composizione.
Dalle sue didascalie risaliamo ai temi fondanti: il conflitto tra la superficie e lo spazio, espresso attraverso la confutazione della bidimensionalità, la relatività, che trova forme nuove attraverso un uso moderno della prospettiva, i cerchi e le spirali spaziali, la cui più famosa rappresentazione è la Striscia di Moebius.
Salta anche agli occhi la quantità di ispirazioni che ha dato al mondo della grafica pubblicitaria, compreso questo parallelo tra il suo Tre sfere I e il manifesto di Armando Testa (altro intelletto vivacissimo) per Punt e Mes. Persino Simpson e Futurama (al minuto 1:24) hanno reso omaggio alle sue creazioni.
La qualità del volume, rapportata al prezzo davvero esiguo e abbordabile, è buona, le immagini nitide sia per definizione che per dimensioni; ho imparato a tenere d’occhio Taschen per la continua riproposizione di volumi economici che consentono di farsi un’idea di quanto c’è di meglio nel campo dell’illustrazione, fotografia e tutte le arti grafiche.
Sicuramente un punto d’inizio per conoscere e apprezzare l’opera di un vero genio.