Ehi, aspetta…, Jason

Scritto da: il 20.11.08
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

ehi aspetta, jason, blue velvetLo sapete, ci sono autori che sanno usare la potenza del mezzo-fumetto a pieno, sfruttando la forza delle immagini, riducendo la parola all’osso, o talvolta a niente. Commuovere con un pennarello nero e un foglio di carta.

Non è facile, si capisce. A Jason, autore e disegnatore norvegese piuttosto giovane, e da noi purtroppo ancora poco conosciuto, tutto questo riesce con sorprendente naturalezza, in virtù del suo tratto semplice ed evocativo, di quegli animali antropomorfi che sono quanto di più lontano ci sia dallo stereotipo disneyano, di un bianco e nero netto e potente.

Personaggi con teste di cane, di uccello, di teschio, che lavorano in fabbrica, che si ubriacano, che si innamorano… E con apparente semplicità nascono storie poetiche, struggenti, come quella raccontata in questo Ehi, aspetta…, piccolo ed indispensabile capolavoro del fumetto di questi anni.

Storia di una vita, storia di un’amicizia d’infanzia interrotta nel più tragico dei modi, storia di ricordi, d’amore, di rimpianti, di morte, costruita con sorprendenti salti temporali, con elegante surrealismo, con piccoli terrificanti particolari.

Quell’”ehi.. aspetta” detto un istante prima che tutto cambi per sempre, prima di dare addio definitivamente all’innocenza, quello sguardo vuoto e silenzioso dell’angelo della morte più normale e terribile che si sia mai visto.

Resto ogni volta incredulo, riprendendo in mano questo volume, dalla disinvoltura e dalla grazia con la quale Jason racchiude in pochi segni il peso terribile del tempo, tutta la leggerezza e tutto il peso della vita stessa.

Con idee geniali come la chiusura della prima parte, con gli anni che passano – letteralmente – nel tempo di uno starnuto… In altre parole, leggetelo, anche se come avverte il retro di copertina, se avete un cuore potrebbe anche, se non spezzarlo, come minimo farvelo sanguinare.

Ideale con un rosso confortante, tipo un Sangiovese riserva.

Comunque la mia vita non è andata esattamente come mi aspettavo. Ora, tutto questo avrebbe senso per me se mi stessero punendo…se fossi una cattiva persona… ma non lo sono.

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