Crash, bang, thud – Pensare il fumetto, Concina

Scritto da: il 25.11.08
Articolo scritto da . Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio.

Pensare il fumetto, bruno concinaIl 18 novembre parlai su questo blog del Manuale di sceneggiatura di Massimo Moscati. Questa volta vorrei presentare un manuale che introduce e spiega come si scriva per quelli che diverranno fumetti; i fumetti che scopriamo e ci accompagnano fin dall’infanzia, ancor prima che impariamo a leggere. È Pensare il fumetto. Manuale pratico di sceneggiatura del veneziano Bruno Concina.

Tutto comincia da un’idea di storia che poi diventa soggetto, storyboard (che è un sorta di abbozzo grafico del fumetto) per giungere, infine alla,sceneggiatura vera e propria che sarà data in mano ai maestri della vignetta: i disegnatori. Detta così sembra niente e quasi facile.

Concina, però, conduce il lettore e l’aspirante scrittore di fumetti passo passo con un linguaggio e  uno stile diretti. Si viene così a sapere della complessa ed equilibrata commistione di codici che, nel fumetto, deve coesistere poiché, oltre al segno grafico questo non può né deve escludere il codice sonoro (i ben noti verbi onomatopeici inglesi: crash, bang thud).

Ma, a parte queste caratteristiche semiotiche, attorno alla creazione del fumetto come prodotto finito, s’incontrano e collaborano il soggettista, lo sceneggiatore, il disegnatore, il ripassatore, il colorista e il letterista.

Trattandosi di un manuale pratico di sceneggiatura, molto spazio è dedicato alle questioni puramente narratologiche: la struttura del soggetto il ritmo e la sequenzialità dei blocchi narrativi, non tralasciando altri aspetti importanti e trucchi affinché il fumetto “si faccia leggere” come l’espediente del girapagina.

Essendo il fumetto un’arte sequenziale, le analogie con il cinema non sono poche: come per il film, per esempio, prima della sceneggiatura c’è anche il trattamento del soggetto, che, come nel cinema, di quest’ultimo è “il figlio pignolo”.

Mi fermo qui! Non voglio togliere a nessuno il piacere di dare un’occhiata ben guidata e scoprire cosa ci sia dietro e come nasca un fumetto sul quale, presumo, torneremo prima o poi per osservarlo ancor meglio e in profondità maggiore.

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    Consiglio anche “Writing for comics” di Alan Moore, Proglo Edizioni

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