Amore mio, Ziche

Scritto da: il 26.06.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Amore mio – Silvia ZicheSilvia Ziche si presenta da sé: chiunque abbia avuto tra le sue mani una Smemoranda o una Comix ha in mente i suoi personaggi e le sue strisce. Tra i suoi personaggi, a mio avviso, più riusciti, è da considerarsi Lucrezia, che appare dal 2006 sulle pagine di Donna Moderna, e che è la protagonista di Amore mio.

Come è facile intuire, sia dal titolo sia dalla copertina, Amore mio racconta dell’avventurosa vita sentimentale della nostra Lucrezia, donna davvero moderna, decisa, ideologicamente single ma pronta a crollare tra le braccia di chi le sappia dimostrare d’essere l’uomo giusto. O quasi. O che almeno lontanamente gli si avvicini. O… insomma, a un uomo che voglia starle accanto.

Dicevamo “ideologicamente” single: Lucrezia infatti sembra essere perfettamente a posto con sé e con gli altri, difende strenuamente la sua scelta sentimentale, salvo poi cercare di sopperire a un affetto che sente mancarle acquistando cuccioli o uscendo con uomini sempre più sbagliati.

Si passa così dall’energumeno leggermente decerebrato e molto troglodita, in cui la nostra eroina riesce a vedere del romanticismo, all’egoista impenitente e sfacciato, il cui unico piacere è la conquista, all’ipocondriaco, che somiglia vagamente al ragionier Filini, la cui vita e conversazione sono piatte al limite della rianimazione.

E poi ci sono la nonna e i genitori, che la vorrebbero finalmente “sistemata”, e che cercano di darle consigli e trucchi per una (in)sana vita di coppia. Insomma, l’universo donna single è esplorato completamente, con tanto di arrivo del principe azzurro, quello alto, bello, intelligente: in una sola parola perfetto. Anche troppo. Perché Lucrezia, in fin dei conti, è single anche quando è fidanzata: tiene ai suoi spazi, ai suoi tempi, alla sua vita quotidiana così com’è.0

Il tutto col garbo e l’ironia che hanno sempre contraddistinto i disegni e i dialoghi della Ziche, la capacità di ridere e far sorridere su ogni aspetto. Ciliegina sulla torta, la prefazione è affidata a Luciana Littizzetto, la Lucrezia che tutti immaginiamo leggendo le strisce.

Un’ottima lettura sotto l’ombrellone, che siate single o single fidanzate. Consigliata anche agli uomini che possiedano la rara dote dell’autoironia, per vedersi, una volta tanto, con occhi diversi.

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  • Anto

    Lucrezia è molto simpatica… come personaggio e come rappresentazione caricaturale di un certo tipo di donna, allo stesso modo gli uomini che incontra. Lei è un po’ stronza e ipocrita, si approfitta di Beppe, approfitta di non esserci legata e sa che lui è innamorato, lo considera un bidone della spazzatura, quando dice che forse lui è uno diverso, lei collega il suo “io” con un egocentrismo, e dice che sono tutti uguali, a dimostrazione del fatto che in fondo li cerca, sbagliati non solo le capitano. Non bisogna identificarsi con Lucrezia, perchè è lei stessa uno stereotipo nelle intenzioni di Silvia, di quella che trova che gli stronzi abbiano più guizzi e fantasia, che è attratta da uno stereotipo di uomo. Donna debole e contradditoria. Ma ottima come personaggio da strip comica.

  • Anto

    Lucrezia è molto simpatica… come personaggio e come rappresentazione caricaturale di un certo tipo di donna, allo stesso modo gli uomini che incontra. Lei è un po’ stronza e ipocrita, si approfitta di Beppe, approfitta di non esserci legata e sa che lui è innamorato, lo considera un bidone della spazzatura, quando dice che forse lui è uno diverso, lei collega il suo “io” con un egocentrismo, e dice che sono tutti uguali, a dimostrazione del fatto che in fondo li cerca, sbagliati non solo le capitano. Non bisogna identificarsi con Lucrezia, perchè è lei stessa uno stereotipo nelle intenzioni di Silvia, di quella che trova che gli stronzi abbiano più guizzi e fantasia, che è attratta da uno stereotipo di uomo. Donna debole e contradditoria. Ma ottima come personaggio da strip comica.

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