Lo dico subito, così ci capiamo e ci togliamo il dubbio: sono un fan di Leo Ortolani. Potrei partire con gli aggettivi, scomodare definizioni, potrei limitarmi a dirvi che Leo è un genio ma… ops, l’ho già fatto! Eh beh, pazienza, m’è scappato e si vede che ci sarà un motivo.
Sì perché l’arte della parodia è difficile. La parodia non richiede solo senso comico, la parodia richiede profonda conoscenza dell’opera e del genere… la parodia, soprattutto, esige grande amore per l’originale. È questo amore che fa, per esempio, del Frankenstein Junior di Mel Brooks un grandissimo film che è un sincero omaggio a tutto un mondo, a tutto un cinema.
Con la stessa passione sono fatte le parodie di Leo Ortolani e, aggiungo, con altrettanto genio (e due!) comico. Non fa ovviamente eccezione questa 299 + 1, riedizione in un unico volume a colori della storia originariamente pubblicata in due puntate su altrettanti numeri della serie regolare di Rat-Man in edicola. Il titolo ovviamente sbeffeggia 300, opera a fumetti di Frank Miller resa celeberrima dalla fortunatissima trasposizione cinematografica cui ben pochi, volenti o nolenti, hanno potuto sottrarsi.
Il protagonista di questa mini saga è ovviamente il supereroe di Ortolani, che proprio recentemente ha compiuto vent’anni e che oramai è divenuto un vero punto di riferimento nell’asfittico panorama fumettistico nostrano. Nato come “semplice parodia” dei vari Batman e Spiderman (anche se a me piace ancora chiamarlo Uomo Ragno!) di casa Marvel e DC Comics il Ratto si è evoluto negli anni diventando altro e ben oltre, mostrando uno spessore autoriale notevole e capace di affrontare storie ambiziose e di grande respiro.
Anche quando si va aldi là del mondo delle calzamaglie colorate e dei superpoteri, come in questo caso, dove ci si cala nel mito di Sparta, affrontando in un colpo solo l’opera di un mostro sacro del fumetto americano come Miller e uno dei film di maggior successo dell’ultimo decennio. Di Miller viene mantenuto perfino il formato “orizzontale” delle tavole, scelta certo desueta per un fumetto “da edicola” ma Leo Ortolani ha dimostrato ampiamente di sapere padroneggiare sia il linguaggio sia la struttura della tavola con il mestiere e il genio (zac!!!) di un maestro.
Il risultato è splendidamente cinematografico e la storia è così anche un piacere per gli occhi ma, direte voi, si ride? Sì, certo, si ride. Come sempre in maniera politicamente scorretta, perché il Rat-Man si porta dietro le sue meschinità anche nell’antica Grecia, ma questa volta si concede un finale epico, decisamente all’altezza della situazione. Che altro posso dire, gustatevelo con un vino dolce di Samos, e… “preparatevi alla gloria!”
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