Sciopero delle biblioteche sarde

Scritto da: il 26.09.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Riporto testualmente una nota diffusa tramite Facebook dalle biblioteche sarde:

Una ROAD MAP per le biblioteche sarde
Prima giornata di sciopero dei bibliotecari della Sardegna

La promozione della pubblica lettura è ritenuta da tutti uno dei servizi sociali fondamentali, tanto più importante ed essenziale in territori come la Sardegna da sempre costretti a soffrire marginalità e ritardi.
Le Biblioteche sarde sono da sempre l’esempio di ciò che si può efficacemente offrire ai cittadini nel campo dell’informazione, della cultura, della formazione continua, della diffusione dei servizi telematici e delle nuove tecnologie.
Ciononostante, noi bibliotecari dobbiamo con rammarico constatare che la nostra azione e il nostro lavoro non hanno assunto presso i legislatori e le istituzioni pubbliche di riferimento un carattere strutturale, vale a dire, precisamente configurato e riconosciuto; siamo perciò costretti a segnalare ancora una volta con forza i problemi che attanagliano il nostro settore e di conseguenza il nostro stesso futuro lavorativo.
Da oltre 22 anni il 60% delle Biblioteche, il 100% dei Sistemi bibliotecari cioè gran parte dei servizi di gestione e catalogazione sono in affidamento ad operatori privati organizzati in cooperative e società; dopo tutto questo tempo sarebbe stato doveroso che l’azione e il lavoro nostro e delle nostre società, assumesse un impianto istituzionale adeguato; al contrario, questa realtà, invece di essere valorizzata, promossa, riconosciuta, dopo un ventennio assume sempre più carattere provvisorio
Negli ultimi cinque anni e con un crescendo di ritardi ed improvvisazione, il settore è stato condizionato dal punto di vista legislativo ed economico da troppe proroghe e da continui ritardi nei pagamenti; dieci gli atti di rinvio parziale adottati dal 2004 ad oggi dalla Regione Sardegna: il numero evidenzia, da solo, in modo emblematico, il peso sopportato dai lavoratori e oggi peraltro divenuto insostenibile.
La legislatura appena iniziata non sembra essere nata sotto diversi auspici:
- la Legge finanziaria 2009 aveva letteralmente dimenticato lo stanziamento riguardante i progetti delle biblioteche per gli anni 2009, 2010, 2011, 2012.
- il recente “Collegato” (D.L. 32/A Art. 9 c. 5), preannunciato come risolutivo, ha “riparato” appena alla dimenticanza precedente ma non ha voluto neanche prendere in considerazione i nuovi maggiori costi derivanti dall’applicazione del CCNL Federculture per non parlare della surrettizia modifica dell’art.21 della L.R. 14/2006 che introduce e prefigura (forse in contrapposizione a noi) un ruolo del volontariato nel settore culturale.
Eppure basterebbe, sarebbe bastato poco per risolvere tale situazione; sarebbe bastato riconoscere alle aziende il loro ruolo di soggetti creatori di valore aggiunto; il loro ruolo fondamentale nell’organizzazione e nella gestione delle risorse umane, tutto quello cioè che in questi anni è stato fatto ed ha portato al sistema bibliotecario regionale che oggi conosciamo ed apprezziamo e di conseguenza, una volta per tutte, provvedere all’erogazione di equi, giusti e certi finanziamenti.
Le crisi ricorrenti del settore ruotano invece da anni intorno ad una grande anomalia: il legislatore pretende di far funzionare il comparto delle biblioteche senza nessun riconoscimento dei costi aziendali, ma remunerando il solo costo del lavoro (peraltro in base a tariffe ormai da anni arretrate).
Paradossalmente non è in gioco una partita di tipo economico; quello che chiediamo corrisponde infatti al costo di poche centinaia di metri di marciapiede. E’ in gioco un principio, un tabù che politici, amministratori, funzionari non hanno inteso finora superare quasi che nella vita normale ci si possa permettere di entrare in un qualsiasi esercizio commerciale e pretendere di pagare i prodotti al solo prezzo di costo.
La situazione appare irrimediabilmente complicata; tutte le diseconomie del settore sono state puntualmente scaricate sulle cooperative; la competitività è completamente esaurita; a rischio vi sono le aziende e i lavoratori.
Per tutte queste ragioni non sembri eccessivo evocare una road map per le biblioteche sarde; chiedere un immediato e definitivo confronto tra le parti (Consiglio e Giunta regionale, Enti locali, cooperative e lavoratori) è per noi un obiettivo irrinunciabile.

Quanto detto vale per dichiarare lo stato di agitazione del settore che vedrà una prima giornata di mobilitazione il giorno 1 ottobre a Cagliari (Ore 10,00 Sala della Società Umanitaria in Viale Trieste 118).

Cooperativa Ampsicora – S. Vero Milis
Cooperativa Agorà – Cagliari
Cooperativa Comes – Sassari
Società Tesauro – Cagliari
Cooperativa La Lettura – Oristano
Cooperativa Il Frontespizio – Cagliari
Cooperativa SCILA – Carbonia
Cooperativa Lilith – Carbonia
Cooperativa Athena – Tempio
Cooperativa Gli Scapigliati – Cabras
Cooperativa Aleph – Cagliari
Cooperativa Il Libro – Sassari
Società Oleaster – Baunei
Cooperativa Liberos95 – Ozieri
Cooperativa servizi bibliotecari – Nuoro
Buddusò servizi – Buddusò

Gentile Assessore
Sedici cooperative e società occupate nella gestione di Biblioteche ed Archivi della Sardegna hanno deciso di proclamare una giornata di mobilitazione per il prossimo 1 ottobre. La nostra iniziativa non vuole avere carattere polemico ne nasconde risvolti di tipo politico.
Con questo spirito la invitiamo a partecipare ed intervenire al dibattito che si terrà il giorno 1 ottobre alle ore 10.00 presso la Sala della Società Umanitaria in Via Trieste, 118 a Cagliari. Il documento che alleghiamo spiega sufficientemente le ragioni del disagio che oltre trecento lavoratori vivono oramai da troppo tempo. Noi confidiamo nel suo interessamento e sulla sua presenza.
21 settembre 2009
Cooperativa Ampsicora – S. Vero Milis
Cooperativa Agorà – Cagliari
Cooperativa Comes – Sassari
Società Tesauro – Cagliari
Cooperativa La Lettura – Oristano
Cooperativa Il Frontespizio – Cagliari
Cooperativa SCILA – Carbonia
Cooperativa Lilith – Carbonia
Cooperativa Athena – Tempio
Cooperativa Gli Scapigliati – Cabras
Cooperativa Aleph – Cagliari
Cooperativa Il Libro – Sassari
Società Oleaster – Baunei
Cooperativa Liberos95 – Ozieri
Cooperativa servizi bibliotecari – Nuoro
Buddusò servizi – Buddusò

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