Recensione 2.0

Scritto da: il 03.11.09
Articolo scritto da . Marzia, vent'anni, studentessa di Letterature europee moderne. Ha acquisito il senso dell'orientamento contemporaneamente a quello critico grazie all'Università La Sapienza. Londinese in una presunta vita precedente. Lettrice, scribacchina e blogger. Se credesse nel Paradiso, lo vorrebbe come quello dei sogni di Virginia Wolf.

A questo punto gli parlai della guerra. Gli dissi le solite cose che la gente dice quando parla contro la guerra. Dissi che la guerra era ingiusta. Che i grandi paesi non dovrebbero distruggere i paesi piccoli. Dissi che il governo aveva fatto una serie di errori. Gli dissi anche che tali errori, in un primo tempo piccoli e perdonabili, erano ormai divenuti immensi e imperdonabili. Dissi che il governo stava tentando di nascondere i suoi errori iniziali sotto nuovi cumuli di errori più recenti. Gli dissi che il governo era ormai in preda a un’ubriacatura di errore, del tutto stordito dagli errori. Gli dissi che già diecimila nostri soldati erano morti a causa degli errori del governo. Gli dissi che decine di migliaia di soldati erano morti a causa di vari errori del governo. Gli dissi che decine di migliaia di soldati e civili nemici erano morti a causa di vari errori commessi in nostro nome. Gli dissi che non si sarebbe dovuto consentire al governo di commettere altri errori.
“Sì, sì” disse il tecnico-capo, “senza dubbio c’è una certa dose di verità in quello che lei dice, ma noi non possiamo proprio permetterci di perdere la guerra, no? E fermarsi equivale a perdere, no? Se si considera la guerra alla stregua di un processo di gestazione, l’arrestarlo equivale a un aborto, no? Noi non la sappiamo perdere, la guerra. Ciò non rientra tra le nostre capacità. Il nostro schieramento di forze sbaraglierà il loro schieramento di forze, questo è quanto sappiamo. Questo è il reale processo. Questo è quanto.

D.B.

Certe volte prima di recensire è giusto riflettere. Ho tentato di recensire in tempo, ma avrei bisogno di più riflessioni. A volte una mente sola non basta.
Accenno un pensiero, uno stile e le iniziali.

Liberi dal vincolo della copertina, dell’odore del libro, del contesto, chiedo a voi – tutti, tutti quelli che passano di qui: gente di liblog, assidui lettori, chi era solo in giro per portare a spasso il cane – qualche riflessione. Mi basta anche solo un vostro cenno, un segnale per definire per definire al meglio uno stralcio di lettura.
Aiutatemi, per favore, a gestire qualcosa (qualcuno) che io considero enorme.

  • http://hermansji.it/ hermansji

    Io accantonerei la lettura, la metterei proprio da parte fino a quando non tornerà a bussarti dentro.
    .:.

  • http://hermansji.it/ hermansji

    Io accantonerei la lettura, la metterei proprio da parte fino a quando non tornerà a bussarti dentro.
    .:.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple