Pleasantville

Scritto da: il 29.06.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Pleasantville @FilmupPer una volta voglio parlare di un film. So che non è il genere abituale, ma alle volte un film può andare oltre l’essere trasposizione di una storia scritta, un romanzo. Alle volte un film può mostrare il valore e l’importanza dell’arte, della letteratura e della lettura. Alle volte è esso stesso arte. Pleasantville è quel film.

Con attori (al tempo non) famosi, Pleasantville non è che un’enorme, poetica metafora del cambiamento portato dall’arte nel quotidiano di chi ne è toccato. Arte che sorge e può sorgere solo dai sentimenti personali. E che viene declinata in tutte le sue forme.

Il paese in cui tutto è piacevole (pleasant) si fonda sul conformismo, sulla ripetitività e sull’assenza di critica. Tutto è piacevole, ma nulla è sublime. L’arrivo dei due protagonisti moderni servirà a rompere questo fragile equilibrio, troppe volte mitizzato. In effetti è ricorsivo che ogni società ripensi ad una mitica ed ineffabile “età dell’oro”, che di oro non ha proprio nulla a ben guardare.

Quando gli equilibri si spostano comincia a fermentare la curiosità, che il regista la pone in diretta connessione con la letteratura: solo tramite la curiosità, le domande, i libri “vengono scritti”. Ovviamente la parte “istituzionale” della società fa fatica a digerire il cambiamento e reagisce con azioni simboliche o meno. Tra le quali, toccando un tasto ancora molto dolente per l’umanità, un rogo proprio dei libri, segno del cambiamento.

Non è facile narrare tutto questo, innestandolo per di più in una “favola”, con toni delicati e grande eleganza. Gary Ros, il regista, utilizzando tecniche già note, riesce in questo compito, regalandoci una perla culturale. E una colonna sonora indimenticabile.

Se questa domenica aveste un attacco acuto di pigrite e non vi andasse nemmeno di leggere, beh, dato il caldo per una volta potreste posare il libro e vedere questo film. Che poi è quasi la stessa cosa…

 

 

  • http://universofrattale.blogspot.com snapshot83

    Questo film ha davvero lasciato il segno in me.. Consigliatissimo a tutti davvero ;-)

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    Questo film ha davvero lasciato il segno in me.. Consigliatissimo a tutti davvero ;-)

  • http://taccuinodeiluoghicomuni.blog.kataweb.it/ Francesco

    Davvero un grande film. Mi fa piacere leggere che abbia colpito anche altri.
    Saluti, Francesco

  • http://taccuinodeiluoghicomuni.blog.kataweb.it/ Francesco

    Davvero un grande film. Mi fa piacere leggere che abbia colpito anche altri.
    Saluti, Francesco

  • stefano

    appena visto!! gran bel film!

  • stefano

    appena visto!! gran bel film!

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