Tra le molte iniziative dell’Accademia della Crusca una in particolare mi ha entusiasmata: La fabbrica dell’italiano. Ossia un archivio digitale di quei testi che, nei secoli, hanno riportato e censito le variazioni della lingua, tra grammatiche e dizionari.
La grande realizzazione monografica dell’Accademia della Crusca La Fabbrica dell’italiano, che richiama nel titolo il vocabolario “enciclopedico” cinquecentesco di Francesco Alunno La Fabrica del mondo, si situa nel quadro del vasto progetto “Biblioteche speciali”, voluto e finanziato dall’Ufficio Centrale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali e l’Editoria del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e coordinato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
L’italiano, come è noto, è cresciuto nel corso del tempo su preziose fondamenta trecentesche e ha consolidato le proprie strutture portanti, grammaticali e lessicali, anche grazie a strumenti normativi come grammatiche e vocabolari, in particolare attraverso le cinque edizioni Vocabolario degli accademici della Crusca (1612-1923). La Biblioteca dell’Accademia possiede un’imponente raccolta di questi testi che ha ritenuto opportuno valorizzare e rendere facilmente accessibili attraverso un vasto archivio digitale. Chiunque , da ogni parte del mondo, vorrà consultarlo, potrà entrare nell’Accademia e conoscere meglio la sua Biblioteca e il suo Archivio, i suoi libri e i suoi manoscritti, ma anche i personaggi che in essa hanno operato, le discussioni che vi si sono svolte e le diverse attività di ricerca che hanno accompagnato la compilazione delle cinque edizioni del suo famoso Vocabolario.
La Fabbrica dell’italiano è infatti un archivio digitale integrato, costituito a partire dal ricco patrimonio bibliotecario e archivistico custodito presso l’Accademia della Crusca: dalla banca dati degli oltre duemila dizionari a quella, parallela, delle quasi quattrocento grammatiche; dalla catalogazione dei centosettanta manoscritti giunti in Crusca per i concorsi letterari banditi nell’Ottocento, alla lemmatizzazione dei novemila termini tecnici raccolti dal cardinale Leopoldo de’ Medici. L’archivio digitale offre anche l’opportunità di consultare una scheda per ciascun accademico, dalla fondazione ad oggi, lo spoglio dei verbali dell’Accademia dal 1588 al 1964 ed è integrato da ogni utile riferimento bibliografico e iconografico e da molteplici estensioni ipertestuali.
Ne risulta l’integrazione di quattro distinte banche dati digitali, che si occupano di dizionari, di grammatiche, di lessico tecnico ed archivio storico. Anche se il sito non ha una navigazione del tutto intuitiva è comunque fonte di ottimi spunti per approfondire le origini della nostra lingua.
Veramente un’ottima iniziativa. E a te, Livia, complimenti per il lavoro che svolgi e che seguo sempre con molto interesse.
Laura