Il segnalibro

Scritto da: il 26.08.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Sembra che l’estate sia il momento adatto per lasciare andare il pensiero alle frivolezze, per cui mi arrendo a me stessa ed alla mia stanchezza e vi parlo di una delle mie passioni: i segnalibri.

Sono quasi una collezionista, ed il quasi si riferisce al fatto che l’oggetto da me raccolto, il segnalibro, viene effettivamente usato e vissuto fino alla disgregazione. Non sono il tipo di persona che tiene le cose da parte, “ché poi si rovinano”, tutto va utilizzato, fosse anche l’ultimo oggetto di quel tipo. Probabilmente è una visione epicurea (nel senso filosofico e non antonomastico), ma è quel che penso.

Il segnalibro mi attrae, mi interessa come oggetto, non solo per la varietà di forme, materiali, colori, ma per il concetto stesso di cui è vessillo: il libro non va rovinato. Non intenzionalmente almeno.
Alcuni miei libri sono prossimi alla disgregazione per le troppe riletture, ma mai nessuno di loro ha subito “l’onta” delle piegatura, o orecchia.

Certo, in casa mia si combatte una battaglia senza quartiere: mio marito usa il risvolto della copertina per segnalibro, o peggio ancora lascia il libro aperto col dorso all’insù. Io quindi cammino per casa coi segnalibri e li sostituisco al suo modo, per me barbaro, di segnare il punto.

Tornando ai segnalibri, in tanti anni ho visto di tutto, da quelli giapponesi in iuta a quelli di legno (stile abbassalingua del dottore), da quelli del commercio equo e solidale a quelli d’argento con le incisioni. Alcuni funzionali, altri meno, altri ancora inutilizzabili.

La mia preferenza personale va a due tipi specifici: il segnarigo, di cui ho perso le tracce, e l’accendimi.

Il segnarigo, attraverso un sistema ingegnoso, si applicava al margine della pagina, in orizzontale invece che in verticale e aveva un piccolo indicatore che permetteva di ritrovare immediatamente il punto. Certo coi materiali di dieci anni fa (cartoncino, mi sembra) rovinava un poco la pagina, ma non dubito che adesso, coi vari siliconi, si possa trovare una soluzione meno invasiva.

L’accendimi credo sia una novità, sulla quale presto tornerò, ed è multifunzione: durante la lettura, momento in cui non si capisce mai dove poggiare il segnalibro, può essere applicato alla copertina ed utilizzato come luce da lettura. Non male, specie per chi, come me, ama leggere qualche pagina prima di dormire.

Ciò detto devo confessare che non utilizzo sempre i segnalibri: scontrini, biglietti dell’autobus, strisce maori, non c’è nulla che non possa diventare un ottimo segnalibro.

  • Alessandro

    Mi capita ogni tanto di ritrovare vecchi biglietti del tram usati come segnalibro, chiusi lì dentro i libri da chissà quanto…
    Mi ricordano due cose:
    1) la mia passione per la lettura (ogni viaggio in metro’ o in autobus era una buona occasione per leggere il mio adorato Pirandello o tenermi aggiornato con le notizie di Panorama a cui ero abbonato)
    2) I bei tempi in cui vivevo a Milano dove i mezzi pubblici erano veramente un servizio e, soprattutto, avevo quasi trent’anni di meno
    Adesso la triste realta’ di dove vivo mi porterebbe a finire un’intera novella di Pirandello nell’attesa dell’arrivo dell’autobus!!!

  • Alessandro

    Mi capita ogni tanto di ritrovare vecchi biglietti del tram usati come segnalibro, chiusi lì dentro i libri da chissà quanto…
    Mi ricordano due cose:
    1) la mia passione per la lettura (ogni viaggio in metro’ o in autobus era una buona occasione per leggere il mio adorato Pirandello o tenermi aggiornato con le notizie di Panorama a cui ero abbonato)
    2) I bei tempi in cui vivevo a Milano dove i mezzi pubblici erano veramente un servizio e, soprattutto, avevo quasi trent’anni di meno
    Adesso la triste realta’ di dove vivo mi porterebbe a finire un’intera novella di Pirandello nell’attesa dell’arrivo dell’autobus!!!

  • http://mars25.splinder.com/ Mars25

    Anch’io mi ritrovo spesso ad usare i biglietti d’autobus per segnalibro, soprattutto quando ho appena comprato un libro e sono sull’autobus e la curiosità e l’impazienza mi divora :D

    Di segnalibri carini ne ho avuti parecchio. Da ragazzina quando compravo un libro lo compravo sempre in coppia con una cartolina carina “pupazzosa”, poi costringevo la prima amica/amico che mi capitava a tiro a scrivere qualcosa dietro e lo usavo come segnalibro-ricordo.

    Ultimamente mi gira per la testa l’idea di un segnalibro faidatè, con l’ausilio di cartoncino decorato con nastro e bottone… ma credo che finirei solo con l’incollarmi le dita al cartone, ehm…

  • http://mars25.splinder.com/ Mars25

    Anch’io mi ritrovo spesso ad usare i biglietti d’autobus per segnalibro, soprattutto quando ho appena comprato un libro e sono sull’autobus e la curiosità e l’impazienza mi divora :D

    Di segnalibri carini ne ho avuti parecchio. Da ragazzina quando compravo un libro lo compravo sempre in coppia con una cartolina carina “pupazzosa”, poi costringevo la prima amica/amico che mi capitava a tiro a scrivere qualcosa dietro e lo usavo come segnalibro-ricordo.

    Ultimamente mi gira per la testa l’idea di un segnalibro faidatè, con l’ausilio di cartoncino decorato con nastro e bottone… ma credo che finirei solo con l’incollarmi le dita al cartone, ehm…

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    Uhm le pieghe, anzi le “orecchiette”, hanno una loro dignità!

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    Uhm le pieghe, anzi le “orecchiette”, hanno una loro dignità!

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