Il fu Mattia Bazar, Grandi & Associati

Scritto da: il 26.02.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Il fu Mattia BazarOgni tanto ho dei problemi nella catalogazione dei libri, e Il fu Mattia Bazar rappresenta uno di questi casi. Non è narrativa, non saggistica, meno che mai poesia. È un libro che riguarda i lettori, librai e titoli. Nulla più che una serie di citazioni, non colte né librarie, ma sugli strafalcioni commessi proprio sui titoli dei libri, come si evince già dal titolo.

Alcune sono irresistibili, data l’universale fama dei libri che storpiano, altre fanno semplicemente sorridere, altre ancora risultano comprensibili e quasi giustificabili: non si possono conoscere tutti i titoli editi in Italia, dove le novità sono centinaia non dico all’anno, né al mese, ma ogni benedetta settimana; una certa difficoltà è accettabile se non prevedibile addirittura.

Da un lato si deride l’ignoranza, dall’altro si riflette sul tema, soprattutto in relazione all’ignoranza dei librai, o dei commessi delle librerie, che si suppone debbano essere anche solo minimamente preparati non dico su Moccia ma almeno su Pirandello! Eppure le gaffe riguardano in special modo libri famosi e le loro collocazioni in scaffale.

Il libretto è grazioso, molto piccolo, più che tascabile, e le battute sono molto graziose per distendere l’animo. Anche la veste grafica è accattivante con un’impaginazione atipica e colorata. Un difetto, secondo me, è la brevità del tutto: le frasi sono distillate, una per pagina, per pochissime pagine. Capisco che voglia essere un libro leggero, ma tra leggero e completamente scarno c’è una sottile differenza. Specie quando il minilibro ha un costo pari a un Feltrinelli.

banner-ibsDa leggere con parsimonia, altrimenti finisce subito!

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