Il cinema ama P. K. Dick – Rapporto di minoranza e altri racconti, Dick

Scritto da: il 30.07.08
Articolo scritto da . Ventisette anni portati male. Editor, editore, rockstar (fallita), sceneggiatore di fumetti, professore d'Italiano e autore di racconti, ecco alcune delle mie tante vite. Attualmente suono con i Gammazita e dedico gran parte del tempo che ho a disposizione alle mie passioni: i libri, le chitarre e la mia ragazza (rigorosamente in quest’ordine). Gattofilo impenitente, sono fermamente convinto che all’estinzione del genere umano i felini domineranno la Terra.

Copertina @FanucciPhilip K. Dick è stato uno dei più grandi scrittori del XX secolo e il valore delle sue opere va al di là dello stretto ambito fantascientifico in cui è stato a lungo relegato. Autore prolifico, spesso per necessità, la mole di romanzi e racconti scritti (e probabilmente non tutti ancora editi) ha segnato l’immaginario collettivo, sia direttamente che per vie traverse.

Se le tematiche presenti nelle sue opere sono oggi più che mai attuali: che cos’è reale? Cosa caratterizza l’umano? Temi che Dick intreccia quasi ossessivamente  e trovano nella dicotomia uomo/macchina la loro forma precipua, è forse tramite il cinema che esse hanno raggiunto una più ampia platea.

È fuor di dubbio che molta della popolarità postuma di Dick sia dovuta proprio al “saccheggio” che registi e sceneggiatori hanno operato sul corpus delle sue opere; dal celebre Blade Runner di Ridley Scott, tratto da Do Androids Dreams of Electrics Sheep?, fino al più recente  Un oscuro scrutare (A Scanner Darkly) l’influenza esercitata dallo scrittore statunitense è palese.

Rapporto di minoranza e altri racconti raccoglie cinque novelle da cui sono state tratte altrettante pellicole, nello specifico: Minority Report (film omonimo del 2002),  Impostor (omonimo, 2002), Second Variety (Screamers, 1995), We Can Remember It For You Wholesale (Total Recall – Atto di forza, 1990) e The Electric Ant (nessun film direttamente tratto, ma con tematiche molto vicine a Blade Runner).

Come nota Pagetti nella brillante sua introduzione alla raccolta, molte altre pellicole rimandano, più o meno esplicitamente a questi racconti, come non citare ad esempio A.I di Spielberg, la cui fonte originaria è un racconto di Brian Aldiss (Super-toys Last All Summer Long), ma che, nella scena in cui il piccolo David si trova di fronte agli altri androidi con le sue fattezze, rievoca il David di  Second Variety.

Personalmente ritengo che Dick abbia dato il meglio di sé nei romanzi,  nei quali riusciva ad unire la forza delle idee a una straordinaria capacità di escogitare trame e incrociare destini, ma nessun dubbio può sorgere sul valore delle sue novelle.

Piccola nota a margine:  in appendice a Rapporto di minoranza e altri racconti vi è una incompleta, ma interessante, intervista rilasciata dall’autore che ha per tema il film di Scott, al tempo non ancora uscito nelle sale cinematografiche.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Sarà perché fu da questi racconti che mi accostai a Dick, ma trovo che siano pressoché perfetti, sia nella struttura della trama sia nella resa, già a priori filmica.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Sarà perché fu da questi racconti che mi accostai a Dick, ma trovo che siano pressoché perfetti, sia nella struttura della trama sia nella resa, già a priori filmica.

  • http://www.myspace.com/accavallavacca etnagigante

    Uno dei più visionari autori del Novecento. Ma anche uno dei più paranoici.
    Molte delle tematiche del cyberpunk, sviluppatosi negli anni ’80, sono anticipate nei lavori di Dick e da lì portate sul grande schermo.
    Certo, bisogna filtrare la mole di romanzi scritti da Dick, ma alcuni dei suoi lavori sono assai notevoli.
    Provare a leggere “Ubik” o “La svastica sul sole – The man in the high castle” per credere.

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    Uno dei più visionari autori del Novecento. Ma anche uno dei più paranoici.
    Molte delle tematiche del cyberpunk, sviluppatosi negli anni ’80, sono anticipate nei lavori di Dick e da lì portate sul grande schermo.
    Certo, bisogna filtrare la mole di romanzi scritti da Dick, ma alcuni dei suoi lavori sono assai notevoli.
    Provare a leggere “Ubik” o “La svastica sul sole – The man in the high castle” per credere.

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    Si Dick è stato un genio visionario, ma anche un sociologo non da poco e molto altro.

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    Si Dick è stato un genio visionario, ma anche un sociologo non da poco e molto altro.

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