I nostri peccati – Gomorra, Saviano

Scritto da: il 16.05.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina Gomorra Saviano

Oggi nelle sale cinematografiche, accanto a supereroi risibili e trentenni in crisi affettiva, troviamo un film insolito, quanto il libro da cui è tratto. Si tratta di Gomorra, di Roberto Saviano per la regia di Matteo Garrone, che proprio stasera fa il suo debutto sul grande schermo, dopo l’adattamento teatrale di febbraio.

Io non so come sia stata resa l’atmosfera del libro, né la storia complessa che viene narrata. Non è stato nemmeno facile trovare una categoria, per questo libro. Non è un’inchiesta, non solo. Non è solo un romanzo, né un’autobiografia. Piuttosto direi che è un saggio, anche se è una visione non condivisa.

Gomorra non è diviso in sezioni, una d’inchiesta, una di storie individuali, un’altra di riflessione. Compie un’analisi, dall’interno, di qualcosa che ci appare come antiquato, feroce e nulla più. Nella mia prospettiva “criminalità organizzata” evocava gruppi di cospiratori che decidevano in modo grossolano omicidi, furti, commerci di droghe.

Ecco invece che Saviano smentisce, ricontestualizza e dimostra, con una narrazione lucida e precisa, come l’organizzazione sia prevalentemente economica, strutturata pur nella sua illegalità. Mostra un’intelligenza ed una capacità imprenditoriale che, se fosse a servizio dello stato, darebbe nuova linfa all’Italia, invece di sottrarne. Ci mostra quindi un volto inedito, sottovalutato del “Sistema”.

Mi sono sentita sciocca ad aver pensato alla moderna criminalità come ad un immorale brigantaggio. Resta, come in passato, la sensazione che ci sia poco in mio potere e che tutto questo agitarsi serva ad immergerci di più nel pantano. Ma è necessario almeno provarci.

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