Se il titolo del post vi ricorda Fahrenheit 451, avete ragione. Qui però non si tratta di persone che imparano a memoria libri ma persone che rappresentano categorie e temi di attualità e che possono essere consultate per chiarire ed eliminare dubbi e pregiudizi. Vi riporto uno stralcio dal Sole 24 ore e vi consiglio di leggere l’intero articolo:
Gli incontri con i “libri viventi” si svolgono in media quattro volte a semestre, nel caffè della biblioteca. Dopo essersi prenotati, si può parlare con loro per tre quarti d’ora. Ogni “libro” viene prestato tre-quattro volte nell’arco del pomeriggio. A fine giornata vengono distribuite le schede di valutazione e accolte le richieste per l’acquisizione di nuove categorie di persone da incontrare. La sessione documentata da «Ventiquattro» ha visto la partecipazione del popolarissimo imam Ali Ibrahim, di un giocatore d’azzardo, del travestito Tina/Håkan Jönsson, di due musicisti e di una persona afflitta da disturbi mentali. Gli incontri non vengono né filmati né registrati, perché l’esperienza deve restare nella sola memoria dei partecipanti. «Non ci sono limitazioni ai temi da trattare, ma ciascun “libro” può rifiutarsi di rispondere a domande che reputi inappropriate, evenienza che però non si verifica di frequente», spiega Catharina Noren.
Lascia un Commento