Giornate della matematica

Scritto da: il 30.06.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Non è una ricorrenza ONU, né una data particolare. Ogni momento è buono, secondo me, per riprendere e intrecciare il fitto discorso fra la matematica e la letteratura. La matematica è una delle mie – mille – grandi passioni; la soluzione di un problema matematico, tutt’ora, mi lascia una grande soddisfazione, come una conferma che la logica, e quindi la mia mente, non sia sopita.

Appartengo a quella poco nutrita schiera che trova bella un’equazione quasi quanto qualsiasi altra arte: un miracolo di sintesi e di espressività, esclusivamente umano. E anche alla schiera di coloro che sono consapevoli del piglio nient’affatto assolutistico della matematica pura: non c’è altra scienza più contingente. Solo la matematica spiega di volta in volta il suo campo di validità, quindi di esistenza.

Generalmente si pensa che matematica e letteratura siano due discipline senza alcun legame, che la prima sia scienza e la seconda arte. Eppure molti grandi matematici furono poeti, e la storia della matematica non è distante da quella delle antiche biblioteche e della filosofia.

Inoltre, per chiunque associasse la matematica ai numeri ed al calcolo, ho una notizia: le formule hanno dovuto aspettare secoli recenti, per fare la loro comparsa. Prima sia i problemi che le soluzioni erano esposti come ragionamenti, dunque in maniera discorsiva. Anche perché le cifre, invenzione indiana erroneamente (eurocentricamente) attribuita agli arabi, suoi diffusori nel mediterraneo, fanno la loro comparsa nel  XII secolo.

Insomma, la storia della matematica, questa sconosciuta, è costellata di storie interessanti, di uomini non del tutto saggi come ci si voleva far credere a scuola, di nomi che corrispondono a persone, ognuna da raccontare.

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