Faletti e le critiche

Scritto da: il 24.08.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

io sono dioNon ho letto nulla di Faletti, finora. Niente snobismo, in questo: non è capitato, tutto qui. Però di recente ho letto spesso qualcosa su Faletti. E l’impressione è che il titolo del suo ultimo romanzo si riferisca proprio all’autore: Io sono Dio, infatti, è la sensazione che emerge dall’articolo apparso sulla Stampa di qualche giorno fa.

La sequenza degli avvenimenti è questa: una lettera di Eleonora Andretta a Severgnini il 22 luglio, un intervento di Franca Cavagnoli il 3 agosto, poi un articolo sul Giornale, del 5 agosto, intitolato “Mister Giorgio Faletti, tu vuo’ fa’ l’americano“; e la replica di Andretta via radio.

La lettera da cui tutto parte è una lettera perplessa, che espone un dubbio legittimo, e l’intervento di Franca Cavagnoli è una semplice analisi; eppure il tam tam online ha distorto queste due opinioni facendole diventare un’accusa, per la precisione quella di non scrivere da sé i propri libri e di avere un ghostwriter. Non c’è nemmeno lontanamente un accenno a quest’ipotesi, nei due interventi delle signore.

Quello che più sconcerta è la risposta di Faletti, però. Maleducata, supponente, autoritaria. Invece di discutere del piano letterario, magari specificando il motivo di una scelta stilistica che, in quanto tale, è sempre opinabile da parte del pubblico, il nostro “Autore” si assegna la A maiuscola e si permette di ironizzare sulla vita privata e muovere accuse risibili.

“Laureata in Questo e Quello e insegnante di Quell’altro e Altro ancora”, “polemica balneare”, “da questa risibile querelle estiva e premestruale”, “censori animati da uno spirito che gli inglesi indicano con la parola envy” sono solo alcune delle chicche che riserva ai suoi presunti “detrattori”. Che non sono altro che suoi lettori dubbiosi, persone che hanno comprato il libro e lo hanno trovato quantomeno strano.

Ricapitolando il Faletti-pensiero: se io ho un dubbio e mi permetto di sollevarlo all’autore sarà il mio mestruo e non la mia competenza a farmi parlare, le qualifiche sono orpelli inutili e qualunque critica, anche blanda, è frutto di invidia. Ah, dimenticavo: vendere 12 milioni di copie, stando ai dati dell’editore, ti permette di essere al di sopra di tutti, anche dei lettori, e autorizza qualunque (caduta di) stile.

Tradurre premi nobel non dà il diritto di ritenersi esperti di traduzioni e letteratura, no. Scrivere thriller commerciali invece può mettere chiunque sul piedistallo più alto della Letteratura. Con la L maiuscola, eh.

  • http://dabria.wordpress.com/ DabriaTiann

    Guarda quoto in toto quello che hai detto. Appena ho letto al risposta di Faletti mi è venuto il nervoso per il tono spocchioso usato. Il fatto è che Faletti si sente al di sopra di qualsiasi critica. Inoltre ha accampato delle motivazioni assolutamente inesistenti tre cui appunto “tu non capisci una mazza perché non sei dell’ambiente”.
    Poteva spiegare le scelte in mille modi diversi secondo me e invece si è limitato ad attaccare scadendo su questioni personali.
    Se anche mi piacessero i suoi libri non ne comprerei più neanche uno… ma tanto io non capisco nulla di queste cose.

  • http://dabria.wordpress.com/ DabriaTiann

    Guarda quoto in toto quello che hai detto. Appena ho letto al risposta di Faletti mi è venuto il nervoso per il tono spocchioso usato. Il fatto è che Faletti si sente al di sopra di qualsiasi critica. Inoltre ha accampato delle motivazioni assolutamente inesistenti tre cui appunto “tu non capisci una mazza perché non sei dell’ambiente”.
    Poteva spiegare le scelte in mille modi diversi secondo me e invece si è limitato ad attaccare scadendo su questioni personali.
    Se anche mi piacessero i suoi libri non ne comprerei più neanche uno… ma tanto io non capisco nulla di queste cose.

  • http://sonnenbarke.wordpress.com Marina

    Che molto spesso in Italia si critichino dei libri solo per invidia è, secondo me, un dato di fatto. Ne dico solo una, a titolo di esempio: tutte le critiche ferocissime a “La solitudine dei numeri primi”. L’ho letto: non è certo un capolavoro, non credo che meritasse il premio Strega, ma non è neanche un romanzo indegno e terribile come tanta critica saputella insinua.
    Al di là di questo doveroso appunto che, avendo letto la lettera e l’articolo delle “due signore”, non mi sembra sia il caso in questione, Faletti risponde con un tono e in un modo allucinanti. Nello specifico, il vecchissimo stratagemma di bollare una donna come “in sindrome premestruale” è una cosa di un maschilismo tale da farmi accapponare la pelle, sarà anche perché sto leggendo “Il secondo sesso”, chissà. Sta di fatto che, se mai mi fosse venuta voglia di leggere qualche libro del signor Faletti, ora mi è passata definitivamente.

  • http://sonnenbarke.wordpress.com Marina

    Che molto spesso in Italia si critichino dei libri solo per invidia è, secondo me, un dato di fatto. Ne dico solo una, a titolo di esempio: tutte le critiche ferocissime a “La solitudine dei numeri primi”. L’ho letto: non è certo un capolavoro, non credo che meritasse il premio Strega, ma non è neanche un romanzo indegno e terribile come tanta critica saputella insinua.
    Al di là di questo doveroso appunto che, avendo letto la lettera e l’articolo delle “due signore”, non mi sembra sia il caso in questione, Faletti risponde con un tono e in un modo allucinanti. Nello specifico, il vecchissimo stratagemma di bollare una donna come “in sindrome premestruale” è una cosa di un maschilismo tale da farmi accapponare la pelle, sarà anche perché sto leggendo “Il secondo sesso”, chissà. Sta di fatto che, se mai mi fosse venuta voglia di leggere qualche libro del signor Faletti, ora mi è passata definitivamente.

  • http://vladsandrini.com Vlad

    Mettendo tutto insieme, Io sono Dio è uscito bello imbustato e privo di quarta – così, da acquistare a scatola chiusa, o non leggere. Neanche il diritto di sfogliare la prima pagina.
    Dopo, ecco sbucare questa risposta a un’analisi credibile.
    Sembra che l’autore non voglia che gli si legga il libro. Non vedo perché contraddirlo.

  • http://vladsandrini.com Vlad

    Mettendo tutto insieme, Io sono Dio è uscito bello imbustato e privo di quarta – così, da acquistare a scatola chiusa, o non leggere. Neanche il diritto di sfogliare la prima pagina.
    Dopo, ecco sbucare questa risposta a un’analisi credibile.
    Sembra che l’autore non voglia che gli si legga il libro. Non vedo perché contraddirlo.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Ovviamente, Dabria, neanch’io ci capisco nulla! ;)
    @Marina: concordo con te sulla Solitudine dei numeri primi; non è malaccio, è un libro grazioso – sicuramente non il libro che cambierà la mia vita – e mi è piaciuto. Però nel caso Faletti non c’è ombra di quella cattiveria che spesso si ritrova nelle parole dei critici.
    @Vlad: non sapevo che fosse in vendita “a scatola chiusa”. E no, abbiamo visto che è meglio non contraddirlo affatto il buon Faletti.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Ovviamente, Dabria, neanch’io ci capisco nulla! ;)
    @Marina: concordo con te sulla Solitudine dei numeri primi; non è malaccio, è un libro grazioso – sicuramente non il libro che cambierà la mia vita – e mi è piaciuto. Però nel caso Faletti non c’è ombra di quella cattiveria che spesso si ritrova nelle parole dei critici.
    @Vlad: non sapevo che fosse in vendita “a scatola chiusa”. E no, abbiamo visto che è meglio non contraddirlo affatto il buon Faletti.

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