Donne in opera

Scritto da: il 21.06.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Anche per quest’anno la Regione Valle d’Aosta promuove un concorso letterario dedicato alle donne: Donne in opera; alla quinta edizione, per essere esatti, questo concorso letterario, fotografico e per illustrazioni promosso dalla Consulta regionale femminile, con il patrocinio dell’Ufficio della Consigliera Regionale di Parità e dell’Assessorato regionale dell’istruzione e cultura e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione “Solal”.

Il titolo scelto per l’edizione 2009 è: “Ne parliamo a cena?“. Racconti, poesie, fotografie e illustrazioni dovranno mettere in evidenza ed esprimere in senso artistico il significato culturale del cibo, inteso come veicolo di socialità e strumento di dialogo anche tra culture diverse. In particolare, lo sguardo femminile dovrà emergere attraverso un’interpretazione originale del tema, in relazione o in contrasto rispetto agli stereotipi di genere sul rapporto tra donne e cucina.

Le opere dovranno essere realizzate utilizzando l’apposita cartolina, tratto distintivo del Concorso “Donne in opera”. Ogni partecipante può inviare fino a quattro cartoline, il cui formato è di 19 x 13 cm.

Potete trovare la cartolina, già stampata e predisposta per la spedizione, nelle biblioteche e in altri uffici pubblici sul territorio regionale oppure potete scaricare qui il file in formato pdf della cartolina stessa contenente anche il regolamento dettagliato.

Donne di tutt’Italia, quindi, cosa aspettate? Avete tempo fino al 20 settembre e potete scegliere di scrivere in italiano, in francese, in francoprovenzale o in tich. In bocca al lupo!

  • http://wdsucks.altervista.org/ izzy

    Scusa se sono polemico, sarà il periodo, ma come si può parlare di “parità” quando siete voi donne a discriminare per prime? E lo fate per giunta ufficialmente! Continuano ad essere proposti concorsi letterari per sole donne, ma non mi pare di aver mai sentito di un corcorso letterario per soli uomini. È così che si promuove la pari opportunità? Discriminando completamente il sesso maschile? Al di là che almeno nella letteratura sarebbe bello evitare queste distinzioni, diciamo che è tollerabile fare concorsi monosessuali. Però non spacciamoli per “pari opportunità”. Dove sono le pari opportunità? Io ho il pene e non ci posso partecipare! :)))

  • http://wdsucks.altervista.org/ izzy

    Scusa se sono polemico, sarà il periodo, ma come si può parlare di “parità” quando siete voi donne a discriminare per prime? E lo fate per giunta ufficialmente! Continuano ad essere proposti concorsi letterari per sole donne, ma non mi pare di aver mai sentito di un corcorso letterario per soli uomini. È così che si promuove la pari opportunità? Discriminando completamente il sesso maschile? Al di là che almeno nella letteratura sarebbe bello evitare queste distinzioni, diciamo che è tollerabile fare concorsi monosessuali. Però non spacciamoli per “pari opportunità”. Dove sono le pari opportunità? Io ho il pene e non ci posso partecipare! :)))

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Per una volta mi trovo d’accordo, non sul tono polemico ma sul fatto che la parità non sia da ricercare compiendo la discriminazione opposta.
    Siamo ancora ben lontani dal concetto equo di pari opportunità. Ciò detto, mi sembra un buon concorso per chi, come dici tu, non ha il pene.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Per una volta mi trovo d’accordo, non sul tono polemico ma sul fatto che la parità non sia da ricercare compiendo la discriminazione opposta.
    Siamo ancora ben lontani dal concetto equo di pari opportunità. Ciò detto, mi sembra un buon concorso per chi, come dici tu, non ha il pene.

  • http://www.bosina.net Bosina

    Questo concorso mi sembra l’occasione che cercavo per tornare a scribacchiare :-)
    Grazia, Livia!

  • http://www.bosina.net Bosina

    Questo concorso mi sembra l’occasione che cercavo per tornare a scribacchiare :-)
    Grazia, Livia!

  • Pingback: Donne in opera | Liblog

  • http://www.corpo12.it Viviana

    Organizzare un concorso per sole donne, ragazze, bambine non è un modo per discriminare gli uomini, ma serve a sottolineare che spesso le donne hanno maggiori difficoltà a emergere nei contesti culturali e artistici, sono sottovalutate o, altrettanto spesso, si sottovalutano. Il concorso Donne in opera, come altri di questo genere, è una piacevole occasione per esprimersi tra “amiche”, senza spirito conpetitivo (non ci sono premi in denaro…), per confrontarsi, per vedere riconosciuta e valorizzata la propria creatività e il proprio punto di vista (femminile) sul mondo. Tutto qui. E poi mi pare che nessuno si stupisca quando i “maschi” si ritrovano tra loro per vedere chi è più bravo a dare calci ad una palla, perché allora le donne non dovrebbero avere delle stanze tutte per sé dove fare ciò che più le aggrada (e di solito non si tratta di partite a calcetto, briscola o a bigliardino)?

  • http://www.corpo12.it Viviana

    Organizzare un concorso per sole donne, ragazze, bambine non è un modo per discriminare gli uomini, ma serve a sottolineare che spesso le donne hanno maggiori difficoltà a emergere nei contesti culturali e artistici, sono sottovalutate o, altrettanto spesso, si sottovalutano. Il concorso Donne in opera, come altri di questo genere, è una piacevole occasione per esprimersi tra “amiche”, senza spirito conpetitivo (non ci sono premi in denaro…), per confrontarsi, per vedere riconosciuta e valorizzata la propria creatività e il proprio punto di vista (femminile) sul mondo. Tutto qui. E poi mi pare che nessuno si stupisca quando i “maschi” si ritrovano tra loro per vedere chi è più bravo a dare calci ad una palla, perché allora le donne non dovrebbero avere delle stanze tutte per sé dove fare ciò che più le aggrada (e di solito non si tratta di partite a calcetto, briscola o a bigliardino)?

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Viviana ha scritto:

    E poi mi pare che nessuno si stupisca quando i “maschi” si ritrovano tra loro per vedere chi è più bravo a dare calci ad una palla, perché allora le donne non dovrebbero avere delle stanze tutte per sé dove fare ciò che più le aggrada (e di solito non si tratta di partite a calcetto, briscola o a bigliardino)?

    Io mi stupisco sempre. Per me il discorso della parità esiste quando l’accesso è libero e indiscriminato per chiunque a una cosa, manifestazione, evento, concorso, ecc…
    Se le donne avranno il diritto di avere delle stanze tutte per sé ammetteranno implicitamente che sia giusto e sia un diritto che il circolo del sigaro debba restare solo maschile, per fare un esempio fuori contesto. La politica del recinto chiuso, in cui donne parlino (o in questo caso gareggino) con donne e uomini con uomini lo trovo un po’ retro. E fortunatamente è lontano il tempo in cui un maschietto poteva dire impunemente “tu sei femmina, a calcio non ci giochi”.
    In ogni caso ribadisco che mi sembra un buon concorso e una buona opportunità.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Viviana ha scritto:

    E poi mi pare che nessuno si stupisca quando i “maschi” si ritrovano tra loro per vedere chi è più bravo a dare calci ad una palla, perché allora le donne non dovrebbero avere delle stanze tutte per sé dove fare ciò che più le aggrada (e di solito non si tratta di partite a calcetto, briscola o a bigliardino)?

    Io mi stupisco sempre. Per me il discorso della parità esiste quando l’accesso è libero e indiscriminato per chiunque a una cosa, manifestazione, evento, concorso, ecc…
    Se le donne avranno il diritto di avere delle stanze tutte per sé ammetteranno implicitamente che sia giusto e sia un diritto che il circolo del sigaro debba restare solo maschile, per fare un esempio fuori contesto. La politica del recinto chiuso, in cui donne parlino (o in questo caso gareggino) con donne e uomini con uomini lo trovo un po’ retro. E fortunatamente è lontano il tempo in cui un maschietto poteva dire impunemente “tu sei femmina, a calcio non ci giochi”.
    In ogni caso ribadisco che mi sembra un buon concorso e una buona opportunità.

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