Un romanzo elitario – Controcorrente, Huysmans

Scritto da: il 09.10.08
Articolo scritto da . Ventisette anni portati male. Editor, editore, rockstar (fallita), sceneggiatore di fumetti, professore d'Italiano e autore di racconti, ecco alcune delle mie tante vite. Attualmente suono con i Gammazita e dedico gran parte del tempo che ho a disposizione alle mie passioni: i libri, le chitarre e la mia ragazza (rigorosamente in quest’ordine). Gattofilo impenitente, sono fermamente convinto che all’estinzione del genere umano i felini domineranno la Terra.

Copertina Controcorrente HuysmansControcorrente (A Rebours) di Joris Karl Huysmans non è certo un romanzo di facile lettura: non c’è una storia che si dipana nel corso dei capitoli, non vi è azione, il linguaggio è a tratti ostico, gli argomenti che riempiono le pagine potrebbero essere etichettati dai più quantomeno come bizzarri e inoltre il protagonista del libro è anche l’unico vero personaggio poiché gli altri si stagliano lontani su uno sfondo indistinto.

Giunti a questo punto sarete terrorizzati dall’incipit e avrete già abbandonato la lettura di questo post, oppure vi starete domandando di che cosa possa mai trattare il romanzo in questione. Per gli appartenenti alla seconda categoria ecco un breve riassunto della trama: un uomo, nauseato dalla volgarità della società che lo circonda, decide di rinchiudersi nella sua casa.

Ok ci siete ancora? Bene perché, nonostante quel che traspare dalla mia sommaria presentazione, Controcorrente è un’opera che riveste un’importanza capitale nella storia della letteratura europea, un lavoro ricco, raffinato e tutt’altro che noioso.

Quella che Guy de Maupassant definì la «storia di una nevrosi» è allo stesso tempo un punto di arrivo e di partenza nell’evoluzione del romanzo. Huysmans, cresciuto come autore sotto l’egida di Émile Zola, supera con questa sua opera il Naturalismo, facendo convergere elementi già presenti nella Francia di fine Ottocento: la nevrosi come segno di distinzione dalla massa borghese, lo spleen di Baudelaire, una religiosità mistica e sensuale e la passione per l’esotico.

Questi e altri elementi danno origine a Jean Floresses Des Esseintes, il protagonista del romanzo, che grande attrazione esercitò su un’intera generazione, compresi scrittori come Oscar Wilde (di qualche anno più giovane di Huysmans) e Gabriele D’Annunzio.

Il gusto e l’esaltazione dell’artificio come sostituto e miglioramento del naturale, frutto di un esasperato elitarismo e disprezzo del comune, di ciò che è alla portata di tutti; l’essere una storia e allo stesso tempo un manuale del decadentismo attraverso i secoli e le letterature, rendono quest’opera, che spazia da Mallarmé a Verlaine, da Boezio al Venerabile Beda (citando solo i nomi universalmente noti), una piccola guida alla scoperta dei meandri del dimenticato e del singolare nell’arte, senza voler citare gli essenziali riferimenti alla pittura di Goya o El Greco o gli studi sull’accostamento dei colori, dei cibi, delle essenze e dei liquori.

Con assoluta franchezza ripeto ancora una volta che Controcorrente non è certo una lettura estiva né tantomeno rilassante o per tutti; richiede senza dubbio una buona dose di pazienza (oltre che un vocabolario), ma ritengo sia imprescindibile per la libreria di ogni buon lettore.

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