Topsy, Bonaparte

Scritto da Livia alle 05:55 del 1 Giugno 2009

Topsy, Marie BonaparteParlavo qualche tempo fa di tendenze canose, del nuovo ruolo che gli animali da compagnia stanno assumendo non solo nelle nostre vite ma anche nella nostra letteratura. Pensavo che fosse proprio di una sensibilità contemporanea considerare il cane un membro della famiglia a tutti gli effetti. Ma leggendo Topsy, di Marie Bonaparte, mi rendo conto di avere sbagliato.

Se il nome vi fa ipotizzare una parentela, avete indovinato. Marie Bonaparte è infatti pronipote proprio di Napoleone, nobildonna dedita all’approfondimento intellettuale, allo studio e alla diffusione del metodo psicanalitico, discepola e successivamente amica di Sigmund Freud. Una donna in grado di scrivere diversi trattati su Eros Thanatos Chronos e sulla Sessualità della donna.

Una donna di scienza che compie un’eccezione per affidarci il suo straordinario racconto di vita quotidiana con cane, con una sensibilità molto diversa da quella del suo tempo. È la prima infatti in cui leggo la concezione moderna di animale non come complemento del giardino ma come membro effettivo della famiglia e oggetto di sentimenti riservati solitamente agli umani.

Nel suo rapporto con Topsy, un chowchow (imparentato col cane di Freud), si possono scorgere i germogli di rispetto per l’altro e quell’attaccamento che chi non ha mai vissuto con un animale (cane, gatto, iguana o furetto che sia) non riesce a comprendere. Si fa più evidente quando, di fronte alla malattia di Topsy, un tumore, Marie decide di sottoporla ai “raggi magici”, ovvero ai primi, sperimentali, Raggi X.

Con successo, perché la malattia del cane regredisce fino a sparire, dandole modo di iniziare alcune riflessioni sulla vita, sull’incoscienza e sulla preoccupazione tipicamente umana del futuro. Non senza comunque un sotterraneo disagio, quasi un senso di colpa, per aver dato al cane una possibilità che pochissimi, anche tra gli umani, avevano a quel tempo.

Sì, perché la stesura di questo libro risale al 1937, anno in cui non era facile anche solo pensare al rispetto per i viventi diversi dall’uomo. L’unico elemento a risentire dell’epoca, ma anche del contesto nobiliare dello scrittore, è lo stile, fin troppo aulico e poetico anche in passaggi relativamente semplici, ma fa parte del fascino di questo che è a metà tra un documento e un diario personale.

Consigliato a chi vuole capire l’evoluzione dei rapporti e la coevoluzione animale-uomo.

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l'autore di questo articolo è Livia. Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva. (Scrivi all'autore).

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