Shining, King

Scritto da: il 20.03.09
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Shining - Stephen KingTorno volentieri su Stephen King perché su Anobii una discussione sui film tratti dai romanzi del “Re” di Bangor ha fatto saltare fuori come Shining, il film, non sia particolarmente amato dai fan di Shining, il libro.

Sarà perché lo stesso King ha sempre ammesso di essere stato un po’ deluso dalla trasposizione di Kubrick, ritenendola fondamentalmente poco “emozionale”, e perciò antitetica al suo approccio creativo, sarà perché effettivamente il grande regista ci mette molto del suo e opera alcuni cambi di prospettiva che da una lettura talebana del romanzo possono risultare effettivamente poco gradevoli. Fatto sta che il romanzo, conosciuto in Italia anche col titolo di Una splendida festa di morte, è uno dei lavori di un King ancora giovane, ma che già sviluppa delle tematiche che saranno poi care all’autore anche nel prosieguo della sua lunga carriera.

Il protagonista, Jack Torrance (stavate per pensare Nicholson, ditelo) è, tanto per cominciare, uno dei molti scrittori che sono stati protagonisti di un romanzo di King, uno scrittore in crisi creativa e con problemi di alcolismo che non possono non far pensare a un elemento autobiografico. Altro elemento chiave è poi l’isolamento, fisico e psicologico, sia della famiglia costretta a passare l’inverno al famigerato Overlook Hotel, sia dei singoli protagonisti, oltre a Jack, il figlio con poteri paranormali (lo “shining”, o “luccicanza” che dir si voglia, del titolo) e la moglie. Anche questa è una tematica che ritroviamo altrove nella produzione kinghiana, da Misery al nuovissimo Under The Dome in uscita a novembre negli Stati Uniti.

Nel romanzo rispetto al capolavoro di Kubrick si ha sicuramente una maggiore componente soprannaturale, si ha la sensazione costante che i fantasmi, le presenze maligne e omicide, siano assolutamente reali oltre che psicologici, ma soprattutto un maggiore senso di cambiamento del protagonista, voglio dire, alzi la mano chi di voi, vedendo il grande Nicholson nella prima scena del film, non pensa che abbia già qualche rotella fuori posto?

Sulla pagina Jack scivola verso la follia in modo inesorabile ma molto più graduale che sul video e questa è forse l’altra grande differenza rispetto all’interpretazione di Kubrick. Oltre appunto allo sguardo sicuramente più gelido del grande regista.

Ma in definitiva il romanzo funziona ed è tuttora una delle cose migliori di Stephen King, pur mancando della maturazione stilistica dei suoi lavori più recenti, e tutto sommato, per i molti momenti di autentico brivido che regala al lettore, è uno dei pochi titoli che giustificano abbastanza pienamente l’incasellamento nel genere horror, da sempre piuttosto riduttivo per questo grande scrittore popolare.

Da leggere possibilmente d’inverno, al calore di un Nobile di Montepulciano.

  • Noe

    Comunque, c’è un’altra trasposizione cinematografica di Shining che, al contrario di quella di Kubrick, a me è piaciuta.
    (ma non ho letto il libro).
    Avevo però tra gli undici e i tredici anni, quindi potrebbe essere un giudizio poco valido.

    Devo dire che, leggendo la tua recensione, ci rivedo un po’ il film di cui parlo, e meno quello di Kubrick.

    Quando avrò tempo leggerò il libro, a questo punto sono curiosa; poi, aver visto due trasposizioni cinematografiche di uno stesso libro, e non averlo letto, in effetti manca un po’ di senso.

  • Noe

    Comunque, c’è un’altra trasposizione cinematografica di Shining che, al contrario di quella di Kubrick, a me è piaciuta.
    (ma non ho letto il libro).
    Avevo però tra gli undici e i tredici anni, quindi potrebbe essere un giudizio poco valido.

    Devo dire che, leggendo la tua recensione, ci rivedo un po’ il film di cui parlo, e meno quello di Kubrick.

    Quando avrò tempo leggerò il libro, a questo punto sono curiosa; poi, aver visto due trasposizioni cinematografiche di uno stesso libro, e non averlo letto, in effetti manca un po’ di senso.

  • tomtraubert

    La versione di cui parli tu dovrebbe essere quella curata dallo stesso King, e che però non ho visto…

  • Alessandro Puglisi

    Se state parlando della trasposizione di Mick Garris, personalmente l’ho trovata ridicola. Per il resto, credo che King sia un ottimo artigiano della scrittura, un grande intrattenitore e un meno bravo “analista” di sensazioni ed emozioni. Per questo propongo e mi propongo sempre di leggere i suoi lavori più “horror” alla luce di quei (pochi) esempi di narrativa non di genere che ci ha dato.

  • Alessandro Puglisi

    Se state parlando della trasposizione di Mick Garris, personalmente l’ho trovata ridicola. Per il resto, credo che King sia un ottimo artigiano della scrittura, un grande intrattenitore e un meno bravo “analista” di sensazioni ed emozioni. Per questo propongo e mi propongo sempre di leggere i suoi lavori più “horror” alla luce di quei (pochi) esempi di narrativa non di genere che ci ha dato.

  • http://www.canidacuccia.it Ignax

    Mi associo al giudizio positivo su shining in formato cartaceo che riesce a costruire una crescente sensazione di follia via via che scorrono le pagine.
    Sulle versioni cinematografiche è opportuno precisare che solo Kubrik costruisce un film da sala, mentre Garris fa una mini serie.
    Il film di Kubrik, benchè imdb ne dia una ottima valutazione, a mio parere raggiunge la sufficienza solo in virtù dell’interpretazione di Jack Nicholson, l’unico a riuscire a far percepire le emozioni e le atmosfere contenute nell’originale scritto di Stephen King.

  • http://www.canidacuccia.it Ignax

    Mi associo al giudizio positivo su shining in formato cartaceo che riesce a costruire una crescente sensazione di follia via via che scorrono le pagine.
    Sulle versioni cinematografiche è opportuno precisare che solo Kubrik costruisce un film da sala, mentre Garris fa una mini serie.
    Il film di Kubrik, benchè imdb ne dia una ottima valutazione, a mio parere raggiunge la sufficienza solo in virtù dell’interpretazione di Jack Nicholson, l’unico a riuscire a far percepire le emozioni e le atmosfere contenute nell’originale scritto di Stephen King.

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