Racconti, Battaglia

Scritto da: il 03.02.09
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Racconti - Dino BattagliaSpesso dimenticato dal grande pubblico e dalle commemorazioni telegiornalistiche a favore di nomi più popolari come Hugo Pratt o Guido Crepax, uno dei più grandi artisti del fumetto italiano al pari dei suddetti, se non addirittura superiore, è stato indiscutibilmente Dino Battaglia.

Certo non ha giocato a suo favore il non essere legato a personaggi diventati icone anche commerciali, non aveva eroine sexy alla Valentina, né avventurieri come Corto Maltese a facilitargli la memoria presso il grande pubblico. Perché Battaglia amava soprattutto la letteratura, e tradurne le parole in immagini disegnate, in figure che escono dalla pagina grazie a un segno elegante e inconfondibile.

Ed era a suo agio soprattutto con le storie gotiche, Dino Battaglia, come dimostra il volume Racconti (e l’altrettanto consigliato Racconti 2) di Edizioni Di, che raccoglie cinque storie inquietanti del maestro veneziano ispirate o direttamente tratte da autori come Lovecraft o Stevenson (qui con una eccellente rivisitazione di Jeckill e Hyde).

I prodigiosi giochi di bianco e nero di Battaglia fanno emergere figure inquietanti e anche le rappresentazioni più quotidiane sono immerse in un’aura fitta di mistero… ma sono soprattutto i grigi, gli ineguagliabili grigi di Battaglia a fare emergere dalla nebbia volti diabolici e silhouette di fantasmi, paesaggi notturni misteriosi e incubi sottili come i segni tracciati dal pennino sul foglio bianco.

Era un maestro, lo avrete capito, e lo era anche nel ridurre e adattare alla pagina disegnata le storie di Poe, di Maupassant, di Hoffmann, e di tutti gli altri – oltre ai suoi racconti originali. Nebbioso e notturno, invernale e inquietante, il disegno di Battaglia si staglia su tavole dalla composizione perfetta e se la scrittura potrebbe risultare a qualcuno troppo “classica” io credo che rifletta perfettamente l’ambientazione e il clima ottocentesco dei racconti, che rimangono comunque di lettura agevole malgrado l’occhio poi si fermi spesso ad ammirare le splendide tavole e si perda (volentieri) di vista per qualche attimo il filo della narrazione.

Da leggere ma anche da guardare, semplicemente, con un Morellino di Scansano.

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