Ossessione, King

Scritto da: il 18.06.10
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Ossessione - Stephen King (Richard Bachman)Quando anni fa iniziai la mia lunga liaison di lettore (o meglio, di Fedele Lettore) con Stephen King, iniziai a comprare uno alla volta tutti i libri, i romanzi, le raccolte, insomma tutta quella che già allora era un’abbastanza cospicua bibliografia (oggigiorno siamo a quasi 60 titoli, non ne parliamo) seguendo un po’ l’istinto, l’ispirazione del momento, e per forza di cose tenendo per ultimi certi titoli che per svariati motivi mi sembravano essere “minori”.

Ovviamente su alcuni ho visto anche bene, ma su uno ho sbagliato clamorosamente: Ossessione. Non fosse altro perché è una delle pochissime cose pubblicate da Stephen King finite definitivamente fuori catalogo e che quindi solo adesso sono riuscito nuovamente a reperire, e a caro prezzo, si capisce, dopo averlo snobbato per anni quando mi osservava placido e indifferente dagli scaffali delle librerie.

Pubblicato sotto lo pseudonimo di Richard Bachman nel 1977 Ossessione è un romanzo secco e duro, breve e tagliente come lo è la storia di Charlie Decker, un liceale che un giorno prende la pistola, entra a scuola, uccide due insegnanti e prende in ostaggio la sua classe. Bang. Così.

Vi ricorderà qualcosa credo: come minimo due o tre fatti analoghi accaduti negli Stati Uniti negli ultimi trent’anni, in uno dei quali il libro fu addirittura trovato nell’armadietto dell’omicida. Da qui la decisione di King di ritirarlo dalla pubblicazione e la fama da libro “maledetto” che accompagna tuttora il romanzo.

Ora non so quanto effettivamente sia la vita ad imitare l’arte o viceversa in questo caso, ma posso dire che Ossessione è un romanzo che va letto. Tutta la prima parte è un proiettile dritto nello stomaco del lettore, i pensieri di Charlie, la sua storia, le sue motivazioni, tutto è raccontato con forza narrativa e agghiacciante credibilità.

La seconda parte poi si trasforma in maniera molto interessante in un dialogo da una parte fra Charlie e l’esterno, la Polizia, le autorità scolastiche, ma soprattutto dall’altra con i ragazzi nell’aula e con le loro storie personali che mano a mano, in una specie di surreale terapia di gruppo, vengono a galla fino all’inaspettata catarsi finale. In qualche modo in questa parte del racconto si perde un po’ dell’eccezionale potenza della prima metà ma l’esperienza di lettura rimane una di quelle che lasciano il segno.

Si trova anche senza svenarsi, con un po’ di pazienza, oppure anche in biblioteca, insomma fate voi ma recuperatelo, magari con un Pinot grigio e freddo… che come direbbe il nostro amico Charlie Decker, “sicuramente batte l’algebra, no?”

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    Che combinazione, questa settimana entrambi abbiamo recensito due libri di Bachman!
    Io Ossessione lo lessi ai tempi, la mia copia è in effetti degli anni novanta…però non ricordo mi fece un’impressione particolare, tanto che da allora non l’ho più riletto. Forse vale la pena di rimediare e riprenderlo in mano: quando l’ho letto la prima volta avevo quindici-sedici anni, ed ero forse troppo giovane per cogliere tutte le sfumature di cui parli nella tua recensione!

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    Io Ossessione lo lessi ai tempi, la mia copia è in effetti degli anni novanta…però non ricordo mi fece un’impressione particolare, tanto che da allora non l’ho più riletto. Forse vale la pena di rimediare e riprenderlo in mano: quando l’ho letto la prima volta avevo quindici-sedici anni, ed ero forse troppo giovane per cogliere tutte le sfumature di cui parli nella tua recensione!

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